Il rilancio e la riqualificazione del territorio di Pomezia.
Considerando il fattore territoriale di strategica importanza per tutta l’area pometina posta in stretta vicinanza alla Capitale - che in passato ha fornito un notevole contributo al processo di insediamento di realtà industriali in tutta l’area romana meridionale, e che oggi si pone quale contraddittorio fattore di sviluppo - risorsa irrinunciabile e imprescindibile al percorso di rilancio del Comune pontino stesso, capace cioè di valorizzare integralmente patrimonio produttivo e potenzialità localizzative, è giocoforza rilevare come la recente adozione, per l’area di Pomezia, di un sistema di misure a sostegno del territorio ( Pacchetto Localizzativo Integrato ) si presenta oltre che come strumento di rafforzamento del tessuto industriale esistente e di incoraggiamento di nuove attività, anche come obbiettivo fondamentale di competitività del territorio comunale sul piano ambientale 25.
Individuando pertanto i punti di forza del territorio pometino in quanto già sopra espresso, il programma del PLI ( Pacchetto Localizzativo Integrato ) sembra orientarsi verso due ordini di intervento :
potenziamento e adeguamento delle dotazioni infrastrutturali esistenti nell’ambiente urbano ( viabilità, innovazione dei servizi alle imprese, logistica, telecomunicazioni, attuazione di un sistema integrato Roma-Pomezia capace di inserire a tutti gli effetti il territorio metropolitano romano-pontino all’interno di circuiti di più ampi sistemi nazionali e internazionali ; migliore integrazione con le potenzialità di ricerca e innovazione tecnologica offerte dal territorio di riferimento ( laboratori scientifici del CNR, promozione e sviluppo tecnico-industriale del Polo per l’innovazione scientifica e tecnologica di Castel Romano, da parte del Consorzio appositamente preposto ) 26. Le prospettive di sviluppo locale prevedono infatti, dal punto di vista della struttura industriale e del modello organizzativo dei due settori trainanti ( chimico-farmaceutico ed elettronico ) un consolidamento nel senso della concentrazione direzionale delle proprie funzioni 27 a cui sono strettamente collegati interventi di natura infrastrutturale - condizione necessaria per il decollo futuro del distretto pometino - e la realizzazione del Parco Tecnologico nella località di Castel Romano, al confine
tra i Comuni di Roma e di Pomezia, dove è già operante il Centro Sviluppi Materiali dell’Ilva 28, con referenze in imprese tecnologicamente avanzate sul piano internazionale e punto di riferimento per il settore elettronico.
Il complesso tecnico-industriale di Castel Romano, la cui localizzazione riguarda un’area periferica a Sud della metropoli laziale ma strettamente connessa al tessuto produttivo pometino, conosce già l’attività di imprese di piccola, media, grande dimensione operanti nel campo della ricerca qualificata nei comparti leggeri dell’high tech ( Urmet ), dell’informatica ( Fin Siel-Tecsiel ), dell’elettronica ( Hitachi ) e della meccanica ( Firestone Technical Central Europe ) e della ricerca applicata (farmaceutica naturale e di sintesi, biotecnologie ).
 
L’istituzione del Polo Tecnologico di Castel Romano 29, rappresenterebbe quindi una valida garanzia oltre che per lo sviluppo economico e scientifico di Roma, in virtù della possibilità di stringere rapporti di interazione continua rispettivamente tra mondo scientifico-industriale e mondo finanziario e istituzioni di ricerca pubblica (Università, CNR, e altri enti ) e industria innovativa, anche per quello dell’asse pontino Pomezia-Aprilia e dell’ampia fascia di territorio metropolitano esteso tra i Castelli Romani e, in maniera più marginale, la zona del litorale romano meridionale ( Anzio ), caratterizzati dalla presenza rilevante di piccole e medie imprese a tecnologia avanzata e di centri di ricerca 30.
 
Il progetto avanzato nel protocollo d’intesa raggiunto tra FS e Regione Lazio 31 , riguardo l’ampliamento e il potenziamento dell’interporto di Santa Palomba destinato a diventare il maggiore scalo metropolitano di scambio-merci tra Roma e il Centro-Sud d’Italia, sarebbe orientato, invece, a incrementare l’integrazione tra il centro-merci stesso ( che sfrutta i vantaggi derivati dal trasporto combinato ) e l’area industriale adiacente ( attraverso la realizzazione, ad esempio, di opere logistiche collegate al centro-merci ) capaci di far assumere al territorio di Pomezia quel ruolo centrale nel movimento di volumi di merci di notevole entità.
L’insufficienza e l’inadeguatezza della rete stradale statale, provinciale e comunale e la grave carenza di servizi di trasporto ( ferroviario, di metropolitana, e di autobus ) oggetto di diffuse denunce da parte degli imprenditori pometini 32, oltre a costituire il principale punto critico del territorio, si pongono nella situazione odierna come elemento di ostacolo allo sviluppo stesso, ritenendo ormai opinione comune il fatto che il livello di competitività di un’azienda dipenda dal contesto territoriale in cui questa si trova a operare.
Sia la rete viaria statale che quella provinciale ( quest’ultima, dotata di sede stradale stretta e dissestata, da impedire di fungere da valida alternativa alla Pontina, nei collegamenti con la Capitale ) non sono infatti in grado di sostenere il continuo peso di traffico industriale e privato. La precarietà, invece, e, a volte, l’inesistenza della rete viaria comunale, costringe le aziende ivi ubicate a sostenere spese esose per opere di costruzione, asfaltatura e manutenzione delle direttrici di accesso alle stesse.
Nell’ambito dei progetti concreti per il decollo dell’area metropolitana, l’Assessorato regionale alla Programmazione, d’intesa con l’Assessorato alla Viabilità e Trasporti ha deliberato la connessione dell’area industriale di Pomezia con il sistema ferroviario metropolitano e nazionale 33 .
 
Dunque, tra le indicazioni emerse per lo sviluppo dell’intero sistema infrastrutturale locale, quella relativa alla realizzazione di una linea metropolitana leggera che colleghi i due territori comunali contigui di Roma e Pomezia pare trovare sempre più validità.
L’attuale proposta di prolungamento radiale fino a Pomezia del sistema di collegamento di metropolitana di superficie, così come si può evidenziare dalla fig. 2.7 di questo capitolo, - la stessa, tra l’altro, elaborata dallo STEFER già nel Piano Generale dei Pubblici Trasporti approvato con delibera regionale n. 97 del 30/03/76, - prevede infatti il distacco del troncone che, all’altezza della stazione di Tor di Valle della linea metropolitana Roma-Lido, è destinato a raggiungere il territorio comunale attraverso il percorso Mezzocammino-Spinaceto-Tor de Cenci-Trigoria-Castel Romano-Pomezia, costeggiando quindi il tracciato della SS. 148 Pontina 34, per poi congiungersi nel capoluogo comunale con il prolungamento della linea ferroviaria Santa Palomba-Pomezia-TorVaianica convenuto secondo l’accordo FS-Regione Lazio del 1995 circa il piano di intermodalità gomma-ferro per il trasporto passeggeri.
E’ inutile negare gli indiscutibili vantaggi che una siffatta opera, qualora venisse realizzata, apporterebbe al tessuto urbanistico e produttivo complessivo del sistema romano-pontino, all’area del neo-costituendo Polo tecnologico di Castel Romano, alle dinamiche di mobilità giornaliere da e verso Roma, allo sviluppo turistico dell’area pometina stessa.
Altro obiettivo del pacchetto di sviluppo del territorio pometino riguarda la realizzazione di centri di servizio non solo trasversali, in grado cioè di seguire con funzionalità sussidiaria i processi della duplice specializzazione produttiva del comprensorio industriale locale ( al di là, infatti, del terziario professionale e delle associazioni di categoria, non si riscontrano altre strutture consortili di imprese di uno stesso settore ) 35, così come di quei servizi relativi al design, alla progettazione e commercializzazione, e dei supporti operativi necessari a perpetuare le attività delle impresi presenti, evitando di costringerle a ricorrere a strutture esterne all’area, localizzate a Roma o nel resto d’Italia 36 .
 
Mentre la vistosa carenza di servizi pubblici ( a parte la sede circoscrizionale dell’Ufficio del Lavoro, gli uffici postali, l’Ufficio INPS, dei quali , peraltro, viene lamentata la forte inefficienza ) denota ancora la diretta dipendenza del Comune dalla Capitale.
Sul piano delle telecomunicazioni, forti sono le potenzialità offerte dallo sviluppo della telematica. La necessità, infatti, di adeguare l’area industriale di Pomezia alla rete di collegamenti globali, accentuando il sistema delle cablature in fibbra ottica, così come la necessità di consentire le condizioni minime di accesso alle reti informatiche nazionali e internazionali, potrebbe costituire un buon punto di partenza al superamento di inconvenienti tecnici legati alla caduta frequente delle comunicazioni telefoniche e all’esistenza di una rete obsoleta di cablature che rende tuttora poco affidabile l’uso di fax e computer 37.
Infine, oltre a quanto finora considerato, altre indicazioni non certo secondarie per il rilancio del territorio locale vengono suggerite sul piano sia dell’individuazione di aree urbane ed extra-urbane interne al territorio comunale stesso, che del recupero e riutilizzo degli stabili industriali ora dismessi e in condizione di forte degrado finalizzati alla realizzazione di strutture polifunzionali per la popolazione residente
( teatro, biblioteca, sale multimediali, spazi museografici e per manifestazioni artistiche) e per le aziende ( zone attrezzate per attività artigianali e per servizi avanzati 38, centro-congressi, spazi per esposizioni fieristiche permanenti ).
Mentre, al momento, non si conferma sulla possibile scelta di Pomezia come centro con sede di corsi di laurea qualificati , dipendenti dalle Università della Capitale, limitatamente ad alcune discipline ( informatica, ingegneria biogenetica, ingegneria della produzione industriale, medicina del lavoro, archeologia, scienze ambientali ) essendo ormai avanzata la valutazione in sede di programmazione regionale che identificherebbe nei Comuni della fascia nord-orientale della cintura metropolitana romana l’ubicazione più idonea per un nuovo Polo universitario, usufruendo così oltre che della vicinanza a realtà industriali e di ricerca, anche della facile accessibilità attraverso collegamenti su rotaia di questo dal centro urbano della vicina metropoli 39 .

Il pacchetto di misure quindi adottato, oltre che rendere più concreta la proiezione in senso metropolitano del Comune pontino, tende a inserirsi in quel progetto di ridefinizione funzionale complessiva del territorio, che, traendo esperienza dal passato, sembra ritrovare occasione di costruire un futuro che stavolta non può certo disilludere.

 

25. Regione Lazio, Provincia di Roma, e altri enti , Il Patto Territoriale per lo sviluppo dell’area di Pomezia., Roma, 1997, pp. 8-12
26. Il piano di realizzazione del Polo Tecnologico di Castel Romano compreso nell’ambito del territorio del Consorzio per lo sviluppo industriale ASI Roma-Latina, è stato concepito dal Consorzio a esso preposto, istituito nell’aprile ’95 in ottemperanza alla delibera del Comune di Roma del 26/06/96 che prevedeva un intervento specifico nell’area di Castel Romano, riprendendo così alcune linee-guida tracciate nel Programma della L. 396/90 di Roma Capitale. Questo, venendo ad affiancarsi a quelli già esistenti del Polo Tecnologico Industriale della Via Tiburtina ( Roma Est ) e del Polo Tecnologico Industriale Agritel di Roma Nord, esprime così concretamente la volontà di promuovere quella valorizzazione tecnico-scientifica ed economico-produttiva dell’area romana, territorialmente e culturalmente vasta e diversificata, ma che è attraversata da anni da evidenti segni di declino ( Consorzio Polo Tecnologico di Castel Romano , Piano tecnico-territoriale, Roma, 1996, pag. 9 )
27. CENSIS, Tra verticalizzazione e decentramento. Due diversi modelli di organizzazione produttiva del distretto di Pomezia., Roma, CENSIS, 1994, pag. 20
28. CENSIS , op. cit., Roma, CENSIS, 1994, pag. 22.
- Le attuali strutture edificate del complesso CSM ( Centro Sviluppi Materiali ) di Castel Romano occupano una superficie di 34000 m 2 , in un territorio di complessivi 54 ettari, di cui l’80% destinato ad attività produttive e di ricerca, il restante 20% adibito invece ad uffici e centro-congressi, con altre strutture dotate di buon supporto amministrativo. Altri 20000 m 3 sembrano essere disponibili entro brevissimo tempo per strutture edificabili, mentre un 30% della superficie scoperta verrebbe destinata a verde pubblico e ad aree-parcheggio per un totale di oltre mille posti auto. ( Provincia di Roma, Comune di Pomezia , Il Polo Tecnologico di Castel Romano, Roma, febbraio 1997, pag. 21 ).
29. Per " polo tecnologico " s’intende quel luogo fisico in cui si concentrano tutte le attività strategiche per il processo innovativo : dalla formazione cioè del personale altamente qualificato alle attività di ricerca e di base e applicata promosse da ingenti contributi finanziari e tecnologici, alle strategie di localizzazione e affermazione delle singole imprese sul mercato
30. Provincia di Roma, Comune di Pomezia , op. cit., Roma , 1997, pp. 16-17
31. Regione Lazio, Provincia di Roma, e altri enti, op. cit., Roma, 1997, pag. 26
32. Dai risultati dell’indagine del CENSIS-UnionCamere , sui punti di forza e di debolezza del territorio pometino effettuata nel 1994 a un campione di 47 aziende industriali con sede nel Comune di Pomezia., Roma, Istituto G. Tagliacarne, 1994
33. CRISTALDI, F., Per una delimitazione delle aree metropolitane. Il caso di Roma., Milano, Franco Angeli, 1996, pag. 118
34. Accanto a questo piano di realizzazione, giova menzionare pure l’interessante progetto proposto e programmato dal Comune di Roma, che prevederebbe l’aggiunta al troncone Roma Termini-Laurentina della linea metropolitana " B" di quello attraverso le località di Vigna Murata-Cecchignola-Valleranello-Trigoria-Castel Romano-Pomezia, consentendo così gli interscambi con la prima ipotesi di collegamento ( da " Il Pontino Nuovo", Pomezia, anno XII, n. 21, dicembre 1997, pag. 24 )
35. CENSIS, op. cit., Roma, CENSIS, 1994, pp. 91-93
36. CENSIS, op. cit., Roma, CENSIS, 1994, pp. 128-129
37. Organizzazioni Sindacali , Proposte per la definizione di un Patto Territoriale finalizzato al rilancio delle attività produttive e dell’occupazione nell’area di Pomezia, Pomezia, OO.SS., 1996, pag. 5
38. secondo lo studio di programmazione territoriale del Comitato tecnico-scientifico per la pianificazione e gli interventi dell’area metropolitana, istituito con delibera della Regione Lazio dell’11/12/90, n. 10348, in attuazione alla legge 142/90 sulle autonomie locali ( in CRISTALDI, F., Per una delimitazione delle aree metropolitane. Il caso di Roma., Milano, Franco Angeli, 1996,
pag. 94 )
39. "Il Pontino Nuovo", Pomezia, anno XIII, n. 2, gennaio 1998, pag. 6