Il turismo : una risorsa potenziale .
Tra le direttrici di rilancio futuro del territorio di Pomezia, quella della valorizzazione della risorsa turistica locale costituisce oggetto di dibattiti sempre più diffusi.
 
Trattare del turismo per Pomezia può apparire un controsenso. Pur considerando infatti tutto il territorio pometino come una realtà ancora a spiccata specializzazione industriale e terziaria e a forte richiamo residenziale, è anche vero tuttavia che la risorsa turistica si rivela una valida carta per il rilancio dell’immagine stessa del territorio stesso. In questi ultimi anni di profondo mutamento della struttura produttiva locale, la risorsa turistica tende anzi a presentarsi quale prospettiva nuova di dinamica economica che fa intravedere straordinari sviluppi per nuove forme di occupazione.
Nell’ambito del territorio di Pomezia, il settore turistico, limitato prettamente al fenomeno della presenza di seconde abitazioni sul litorale di TorVaianica e di una modesta struttura ricettiva legata alla stagione balneare, sulla cui consistenza e modalità di fruizione spaziale e temporale dei flussi turistici stessi riversati non si dispone al momento di una reale valutazione, e a quello della ricettività di tipo industriale presente invece nell’area urbana di Pomezia, sembra fino a questo momento non aver ricevuto troppi apprezzamenti né forti stimoli o attenzioni da parte delle amministrazioni locali.
La prospettiva di possibile riqualificazione del territorio pometino sotto il profilo turistico si comprende, pertanto, considerando questo saldato al contesto geografico del territorio provinciale circostante ( Roma, Ardea, Castelli Romani, litorale tirrenico romano-pontino ) ; utilizzando, inoltre, la potenziale risorsa come strumento per il recupero della vivibilità complessiva dell’ambiente locale, accompagnando a ciò il proficuo impegno teso a integrare la tipologia di turismo del litorale costiero con quello dell’entroterra comunale ( legato, cioè, alla presenza di valenze storico-ambientali di rilevante spessore ) e metropolitano contiguo.
 
Il discorso relativo allo sviluppo del settore turistico ( che, nella realtà territoriale locale, l’industrializzazione intensa, l’urbanizzazione prepotente e selvaggia, il continuo saccheggio del territorio, impoverendo gran parte del patrimonio ambientale, hanno ridotto a un’importanza quasi nulla ) 2, rivolto sia all’opera di costruzione di infrastrutture ricettive e di miglioramento della struttura esistente, sia all’azione di salvaguardia e di promozione dell’immagine dei siti locali di particolare interesse naturale e storico-archeologico, si muove, infatti, all’interno di quel progetto di ricette finalizzate al miglioramento complessivo della qualità della vita e alla riqualificazione di tutta l’area romana occupata 3.
Il fenomeno turistico, nell’ambito del territorio pometino, così come nel resto della costa laziale, risente esclusivamente della vicinanza della città di Roma, la quale costituisce il principale bacino di alimentazione del litorale comunale stesso 4.
Gli insediamenti residenziali di uso stagionale sorti infatti lungo il litorale della frazione comunale di TorVaianica, attraversata nel suo nucleo centrale dalla Via Severiana, sono il risultato di iniziative individuali o di lottizzazioni di modesta entità, il cui caos edilizio si traduce in palazzine di due/tre piani ubicate direttamente sulla spiaggia, tali da apparire come un unica barriera di cemento dalla fisionomia e consistenza estetica praticamente nulla 5.
 
I primi insediamenti hanno privilegiato la fascia posta a Nord del centro abitato costiero ( cioè, tra Il Pigneto e il Villaggio Tognazzi ), caratterizzata, peraltro, da una tipica vegetazione a macchia mediterranea di considerevole pregio naturalistico e ambientale , che sembra integrarsi molto bene con quella dei piccoli giardini e parchi delle villette mono-familiari ottenute più a monte della linea di costa.
L’assalto massiccio poi dell’urbanizzazione selvaggia, dapprima con le deplorevoli costruzioni sulla fascia costiera tra la litoranea e il mare, successivamente di quella più interna verso Pomezia, ha intaccato profondamente ogni prospettiva di utilizzazione stessa del territorio di TorVaianica per finalità turistiche, facendo sì che l’insediamento acquistasse quel carattere anonimo tipico degli insediamenti di periferia di una qualsiasi città, senza alcun ordine spaziale e funzionale.
Il patrimonio ricettivo offerto dalla località comunale costiera, che attesta la presenza di una struttura alberghiera suddivisa rispettivamente per ordine di categoria, in un esercizio a una stella, quattro esercizi a due stelle e un esercizio a tre stelle, con una media di circa 30 camere per la ricettività a due stelle, per un totale complessivo di 150 camere e 282 posti-letto 6 disponibili praticamente in tutte le stagioni dell’anno, esprime sostanzialmente una tipologia di utenza turistica costituita da nuclei familiari, da comitive italiane di passaggio, o in breve soggiorno vacanziero, ( stimata, secondo una rilevazione locale effettuata alla fine del decennio scorso per conto dell’Assessorato al Turismo della Provincia di Roma, dalle 100.000 alle 250.000 unità di presenze turistiche annue ) 7, o ancor più legata al fenomeno, in crescita, del " turismo itinerante" ( quest’ultimo favorito anche dalla presenza nell’immediato retroterra di una struttura da campeggio ). A essa si affianca un sistema di circa venti unità di impianti disposti lungo tutto l’arenile della località comunale, con attrezzature di servizio per la balneazione e per attività ricreative e sportive (discoteca, sale da ballo, palestre, spazi per rimessaggi nautici, piscine ) con annesso servizio ristorazione, e, talvolta, anche di giardino e, per quelli di categoria superiore, di sale-conferenze e sale-banchetti 8.
 
Accanto a tale dotazione, si riscontra pure un vasto assortimento di servizi para-ricettivi ( legati, cioè, al settore della ristorazione ), che dagli esercizi di uso più comune ( come bar, ristoranti, trattorie, pizzerie, paninoteche, snack con possibilità di consumazione self-service ) sembra estendersi anche ad altre categorie ( come pub, night ) 9, difficilmente quantificabili, sorti per rispondere sempre più alle svariate richieste delle nuove generazioni di villeggianti o di quanti si trovano, soprattutto durante i fine-settimana estivi, a transitare lungo la località costiera.
Da segnalare, inoltre, la cospicua presenza di servizi pubblici e di carattere sociale (attività commerciali, sportelli bancari, scuole, ufficio postale, ambulatori medici, impianti sportivi ), che oltre ad essere utilizzati dai fruitori delle seconde case, stanno a sottolineare la rapida evoluzione dell’insediamento da centro turistico-residenziale a realtà residenziale permanente 10.
Di qualità superiore sia per categoria di esercizio che per tipologia antropica frequentata, e più disaggregata per localizzazione geografica è invece la struttura alberghiera presente sulla superficie urbana del capoluogo comunale, - costituita rispettivamente da cinque esercizi a 4/5 stelle, con un totale complessivo di quasi 600 camere, 17 suites e 1050 posti-letto 11 - , posti tutti a ridosso della viabilità stradale di attraversamento del centro urbano ( Via Pontina, Via Castelli Romani, Via del Mare ) in aree a forte concentrazione di insediamenti industriali, sfruttando così oltre che la presenza di strutture produttive anche i vantaggi derivati dalla breve distanza e dall’agevole accessibilità di questi rispetto ai principali scali aeroportuali e ferroviari e alla rete autostradale della Capitale, - e da cinque esercizi a 2/3 stelle per un numero totale di 110 camere e 206 posti-letto ( compreso il nuovissimo "Hotel Centrale"), concentrati sia nel centro urbano di Pomezia che in posizione più periferica, per flussi turistici più popolari 12.
Essa corrisponde infatti a un tipo di ricettività relativa ai notevoli e continui flussi di figure professionali e di personalità italiane e straniere legate al mondo industriale, imprenditoriale-dirigente e diplomatico ( ambasciatori ) che transitano abitualmente sul territorio locale, al servizio delle aziende ubicate nella zona.
 
La presenza in esse, inoltre, di ampie sale e di impianti per riunioni e conferenze con portata di parecchie centinaia di persone spiega la frequente fruizione di tali strutture come poli congressuali. Dotate tutte di servizi di alta qualità, talune di esse dispongono pure di spazi utilizzati per momenti di svago e relax ( parchi verdeggianti, attrezzature sportive come piscine, campi da tennis, di calcetto e palestre ) così come di genere ricreativo, atti ad ospitare mostre culturali, manifestazioni di carattere artistico e ricevimenti 13.
Il piano di recupero dell’immagine turistica del territorio locale prevede dunque, come del resto si è già detto, sia interventi di valorizzazione della fascia costiera che la promozione ambientale dell’entroterra comunale.
I propositi tesi al recupero del litorale comunale sembrano orientati alla creazione di una sorta di " litorale più interno " ( essendo considerata satura per gli ovvi motivi di saccheggio edilizio tutta la fascia del nucleo centrale dell’abitato di TorVaianica ). Questo è individuato a monte di quel tratto di costa dunosa a rigogliosa vegetazione di tipo mediterraneo, che dal limite occidentale della tenuta presidenziale, in località Capocotta, attraverso la zona de Il Pigneto di TorVaianica, dovrebbe continuare fino al congiungimento con la provinciale di collegamento tra la Via Pontina e l’Aeroporto di Pratica di Mare. Destinato a comprendere aree verdi e infrastrutture ricreativo-ricettive, con ripristino del primitivo ambiente naturale idro-lacustre, esso mirerebbe a ridefinire così un indotto turistico più alto14.
Di grandissimo rilievo - proprio per i positivi effetti sul tornaconto turistico - risulta pertanto lo studio di realizzazione di un Parco Tematico-Città del Calcio localizzato sulla fascia interna retrostante l’attuale nucleo abitato della località costiera 15.
L’ambizioso progetto è destinato a includere un’ampia porzione di territorio ( una superficie complessiva, cioè, di 145 ettari, di cui 75 a verde, con una cubatura totale di 276000 mc ), suddivisa in tre aree distinte.
 
Come infatti risulta dallo schema della fig. 1.7 allegata a fine del capitolo, nell’area nord del sopracitato parco è prevista la realizzazione oltre che di una passeggiata archeologica, - che partendo dal territorio del Comune di Roma, dovrebbe snodarsi in un ideale itinerario storico-archeologico lungo il litorale romano, attraverso i territori dei Comuni di Pomezia, Ardea, Anzio, Nettuno -, di infrastrutture sportive (galoppatoio, stadio da 30000 posti ) e di attrezzature ricettive connesse alla Città del Calcio ( albergo per gli atleti, centro multi-mediale, museo CONI con i cimeli della storia dei mondiali di calcio, istituto di medicina per lo sport ) con annessa darsena per gare di cannottaggio ubicata sul punto della località costiera ove il livello del terreno risulta essere più basso di quello del mare, cioè in prossimità del Fosso della Crocetta, con attracco per imbarcazioni da diporto nel punto ove questo sfocia sul mare. Per quanto riguarda invece l’area centrale del futuro parco e quella esposta a Sud, lo studio concepisce per la prima infrastrutture ricreative e per attività commerciali collegate a tale iniziativa, mentre per l’altra strutture per il divertimento e il tempo libero ( parco-giochi permanente, acquafun, piste ciclabili, passeggiate alberate, ecc. ) ( vd. fig. 1.7) 16.
Di notevole valenza ambientale è pure l’area del Pigneto di TorVaianica, estesa su una superficie di circa trenta ettari di terreno, in parte demaniale in parte privata, compresa tra le località di TorVaianica, Campo Ascolano e Capocotta - una fitta riserva mediterranea a lentisco con sottobosco tipico delle zone costiere a clima mediterraneo, con ricco patrimonio di specie floristiche ( ginepro, pino marittimo, corbezzolo, varie essenze arboree ) e faunistiche ( conigli selvatici, volpi, faine, ricci, rettili striscianti, e varietà ornitologiche migratorie ), sottoposta dalle direttive " CEE Habitat", assieme alle vicine aree comunali delle dune costiere di Campo Ascolano, della zona archeologica di Lavinium-Pratica di Mare, del borgo medievale di Pratica di Mare, e del Parco naturale del Sughereto, presso Pomezia, a vincoli di tutela paesaggistica 17.
Spostandoci, invece, verso l’entroterra pometino, rilevante interesse storico-culturale riveste la zona archeologica di Lavinium-Pratica di Mare ( legata alle vicende del mitico eroe troiano Enea, di virgiliana memoria ), il cui sito sorge sul vasto altipiano che la separa dalla pianura costiera limitrofa, intagliato da un lungo avvallamento nella parte settentrionale a forma di sperone allungato tagliata alle pendici da una cava di argilla, isolata all’estremità nord dall’attuale borgo di Pratica di Mare 18.
 
Il considerevole patrimonio storico-archeologico e di preziosità antiche riportato alla luce, costituito da un’ampia gamma di reperti e manufatti monumentali di varie epoche ( santuario delle Tredici Are, heroon di Enea, sepolcreti, resti di terme, di templi, e di ville di età romana, statue in marmo e in terracotta ) 19, reso ancor più valorizzato dalla prevista istituzione di una passeggiata archeologica e dall’allestimento in loco di un museo destinato ad accogliere e a conservare gli importanti reperti (tuttora custoditi in alcuni musei romani ) provenienti sia dall’area comunale che da
quella limitrofa, sta a testimoniare, insieme a quello prestigioso della vicina Ardea con la sua storia ultra-millennaria, il glorioso ruolo che questo territorio ha rivestito sin dall’antichità.
Altre indicazioni vengono offerte poi dai siti interni della campagna circostante ; dalla zona di Casale Petronella, nella Campagna Romana a nord-est dell’abitato di Pomezia, ambiente ricco di grotte e cunicoli di età arcaica inserito in un contesto collinare e boschivo di indiscutibile fascino ; ai vecchi casali rurali della bonifica pontina nella campagna di Santa Procula ; alla zona comunale, infine, di Santa Palomba, tra le vie Laurentina e Ardeatina, con le sue testimonianze monumentali dell’età antica ( resti dell’antica Albunea ) e medievale ( Torre del Cerqueto, Torre Maggiore, domusculte 20 della Solforata ) 21, - quanto basta, insomma, a rendere legittima l’idea di un inserimento del territorio di Pomezia in un circuito di itinerari metropolitani - .
Di rilevante interesse sotto il profilo fitogeografico e per la conservazione complessiva dell'ecosistema locale è invece l'area denominata "Il Sughereto", residuo di un’area boschiva ben più vasta che occupava il territorio di Pomezia prima dell’antropizzazione della zona. Delimitata a sud-est tra la Via Pontina e l’abitato di Pomezia, estesa su una superficie ridotta a circa quaranta ettari circondati da altrettanti settantacinque di prato e pascoli, l’area, - sottoposta recentemente a nuova ridefinizione perimetrale per la decisione di istituirlo a nuovo Parco naturale sub-urbano posto nell’estremo lembo meridionale dell’Agro Romano, - rappresenta l’unica risorsa verde adiacente al centro urbano pometino risparmiata ancora dai tentacoli della cementificazione senza scrupoli, rientrante nei piani CEE Habitat di tutela ambientale 22.
 
La specializzazione forestale che ha nel " Quercus suber" la tipologia di arbusto più diffuso e la fitta gamma di specie animali ( insetti, come grilli, farfalle, api, vespe, maggiolini, cavallette ; uccelli, quali fringuelli, scriccioli, pettirossi, capinere, tordi, quaglie, specie predatrici come civette e poiane ; mammiferi predatori di stazza piccola ( riccio, donnola) e grande ( cinghiale, faine, volpi ) ; rettili, quali saettoni, lucertole, biacchi, vipere ; anfibi, come ramarri e rospi ) presenti sulla superficie boschiva, suddivisa rispettivamente in sub-aree di formazione vegetale ( prato con vegetazione erbacea spontanea destinata al pascolo di bovini ed ovini ; fustaia mista fitta ; bosco rado con piante ad alto fusto ; vigneto coltivato in una porzione a nord della riserva boschiva ) 23 , sono sufficienti di per sé a giustificare l’alto valore rivestito da questo lembo di natura cittadina oscillante tra salvaguardia ambientale e antropizzazione intensa.
Possibilità ulteriori di crescita dell’immagine del territorio pometino sarebbero apportate inoltre, da un lato, attraverso l’affermazione di un indotto turistico legato alla presenza industriale ( turismo congressuale, istituzione di spazi fieristici permanenti ) inteso come modo per far conoscere all’esterno il territorio di Pomezia attraverso la propria risorsa produttiva, dall’altro, sostenendo l’opportunità di disporre di strutture alberghiere ed extra-alberghiere ( campeggi, ostelli della gioventù, ricettività turistico-residenziale ) a " introito ridotto" volte a incoraggiare forme ricreative e di aggregazione per talune categorie di popolazione ( giovani, terza età ), con localizzazione sia presso la fascia costiera - con prospettive di sviluppo di flussi turistici anche durante la stagione invernale per fattori climatici e ambientali favorevoli -, sia nell’entroterra ( come nel caso della parte orientale del territorio comunale , geo-morfologicamente costituita da depositi vulcanici, predisposta per la ricca presenza di sorgenti sulfuree sotterranee ad accogliere la realizzazione di strutture termali ) 24 .
Infine, il contesto geografico in cui si trova collocato il Comune metropolitano, alle porte della Capitale, con l’area dei Colli Albani a est, inserita all’interno del nuovo Parco Regionale dei Castelli Romani, la più estesa e frequentata area verde dell’hinterland urbano romano, le vicine oasi naturalistiche del litorale romano-tirrenico ( Castel Fusano, Pigneto, Tor Caldara ) sedi frequentate di interessanti escursioni didattico-scientifiche, concorre, assieme a quanto già esposto in precedenza, a ritenere valida l’affermazione che considera il territorio di Pomezia oltre che distretto industriale di Roma anche come territorio con discreti richiami turistici, seppure per flussi in transito legati al vicino grande polo rappresentato dalla stessa metropoli laziale.

 

2. La situazione di Pomezia è, per alcuni versi, analoga a quella di altre realtà geografiche industriali italiane, che tuttavia cercano di sfruttare al meglio il turismo per una migliore valorizzazione del proprio territorio.
A tal proposito, un notevole contributo sull’argomento viene offerto da due studi ( CALAFIORE, G., " Il Cadore nella geografia del turismo ", in " Geografia ", Roma, 1979, pp. 166-178. ; CALAFIORE G., Longarone : rinascita di una città, Roma, Pubblicazioni dell’Istituto di Geografia dell’Università " La Sapienza", 1984, pp. 81-83. ) certo cronologicamente non più molto recenti, ma che, seppure con riferimento a situazione geografica e a presupposti scientifici del tutto diversi, risultano essere così interessanti da essere presi come esempio per il nostro caso.
3. GRIMALDI, M., VALENTI, V., " Il turismo nelle aree urbane ; due casi di studio : l’area romana e Rimini", in Sesto rapporto sul turismo italiano, Firenze, Mercury, 1996, pag. 478
4. DE VECCHIS, G., L’espansione di Roma nella costa laziale mediante la casa seconda, Roma, Pubblicazioni dell’Istituto di Geografia dell’Università " La Sapienza", 1979, pag. 74
5. DE VECCHIS, G., op. cit., Roma, 1979, pag. 69
6. Borsa Internazionale del Turismo, Alberghi d’Italia. Centro-Sud., Annuario 1998, Torino, ed. Kompass Italia, 1998, pp. 1879-1880
7. Il dato rilevato considera la presenza di unità turistiche fisse sia a TorVaianica che nel contiguo litorale ardeatino. ( Provincia di Roma , Gruppo Ardeatino di promozione culturale , " Il litorale costiero ardeatino ", in Il territorio di Ardea/Pomezia, Assessorato al Turismo della Provincia di Roma, ( a cura di ), Roma-Ardea, pag. 69. )
8. Comune di Pomezia , Censimento del patrimonio ricettivo del territorio comunale, Pomezia, 1997
9. Comune di Pomezia , Censimento del patrimonio ricettivo del territorio comunale, Pomezia, 1997
10. DE VECCHIS, G., op. cit., Roma, 1979, pp. 75-78 ; pp. 84-86
11. Borsa Internazionale del Turismo , Alberghi d’Italia. Centro-Sud., Annuario 1998., Torino, ed. Kompass Italia, 1998, pag. 1878
12. Borsa Internazionale del Turismo , Alberghi d’Italia. Centro-Sud., Annuario 1998., Torino, ed. Kompass Italia, 1998, pp. 1878-1879
13. Comune di Pomezia , Censimento del patrimonio ricettivo del territorio comunale, Pomezia, 1997
14. dalla dichiarazione rilasciatami dal dr. MARIO BIANCHI, Presidente in carica della Pro-Loco di Pomezia
15. Provincia di Roma , " Piano di coordinamento territoriale ", Provincia di Roma, marzo 1998
16. Comune di Pomezia, " Relazione descrittiva del progetto di realizzazione del Parco Tematico a TorVaianica ", in " Il Pontino Nuovo", Pomezia, anno XII, n. 22, dicembre 1997, pag. 3
17. Provincia di Roma, " Piano di coordinamento territoriale ", Roma, marzo 1998
18. PARATORE, E., " Considerazioni geografiche su Pratica di Mare ", in Lavinium, Roma, De Luca, 1972, pp. 3-4
19. ZARATTINI, A., L’area archeologica di Pratica di Mare, Roma, Ministero dei Beni culturali e ambientali, Sopraintendenza archeologica del Lazio, 1995, pp. 5-43
20. Si tratta di antichi piccoli centri di culto autosufficienti ispirati alla spiritualità dei monaci benedettini
21. Comune di Pomezia , Censimento del patrimonio comunale di interesse turistico-culturale e naturalistico, a cura del Comune di Pomezia
22. Provincia di Roma, " Piano di coordinamento territoriale ", Roma, marzo 1998
23. Fonte : WWF-Italia Nostra di Pomezia
24 . dalle dichiarazioni rilasciatemi dal dr. MARIO BIANCHI, Presidente in carica della Pro-Loco di Pomezia