Le attività artigianali.
Oltre che per la presenza di un forte tessuto industriale di piccole e medie imprese, il territorio di Pomezia risulta caratterizzarsi dalla continua crescita di un sistema di unità artigianali, che, sviluppatosi in maniera decisa solo dagli anni ’70, è stato mosso dalla necessità di integrare le produzioni effettuate con attività complementari funzionali sia al settore secondario che al terziario di servizio.
La mancata istituzione ancora sul territorio comunale di una zona artigianale impedisce quella precisa individuazione localizzativa adottata per i comparti industriali del paragrafo precedente ( vd. 6.1. ). Tuttavia, delle 760 attività artigianali iscritte all’Albo della Camera di Commercio di Roma all’anno 1995, la loro tipologia, alquanto diversificata, distingue tra un artigianato di servizio e dei beni di consumo e un artigianato di produzione, ausiliare alle industrie.
Il primo settore, strettamente legato allo sviluppo demografico e industriale della città, trova nel ramo delle autoriparazioni ( meccanici, elettrauto, carrozzieri ) con il 14% delle attività presenti la voce più rilevante ; seguono i rami dell’artigianato di servizio per la persona e le imprese ( 13% ), dell’impiantistica e delle installazioni ( 11% ) e degli auto-trasportatori ( di merci per conto terzi ) con il 10%. Se si eccettua il comparto degli autoriparatori ( con buona parte delle unità operative ubicate al di fuori del nucleo urbano dei due centri abitati più popolosi del territorio comunale ), tutte le altre categorie artigiane sembrano privilegiare invece il centro del capoluogo comunale.
Riguardo invece al settore, più articolato, dell’artigianato di produzione ( 19% ), i comparti del manifatturiero e dell’edilizia ( quest’ultima con interessante espansione verso la zona litoranea ) risultano prevalere tra le imprese artigianali del comune pometino. Le attività dell’artigianato di produzione più legate al consumo immediato ( laboratori di sartoria, pelletterie, oreficeria, mobili e arredamento ) sono solite privilegiare in genere il centro urbano di Pomezia o le arterie viarie di maggior traffico autoveicolare. Più comunemente si riscontrano invece laboratori artigianali di falegnameria, di carpenteria e lavorazione dei metalli, di manufatti di cemento nelle stesse aree di localizzazione delle unità industriali locali, in parte ponendosi come aziende al servizio delle stesse committenze industriali, in parte in funzione interstiziale di mercato, in parte come aziende complementari alla produzione in serie 8 .
 
Il terziario di servizio.
L’ormai diffuso e consolidato fenomeno del terziario nella realtà locale pometina è interpretabile come effetto del decollo industriale e del forte incremento demografico che il territorio comunale ha conosciuto grazie ai benefici derivati dalla politica degli incentivi statali 9 .
Limitato dapprima ai servizi di base per la popolazione ( commercio, Pubblica Amministrazione, trasporti e comunicazioni, che rappresentano peraltro le attività che meglio delle altre hanno contribuito allo sviluppo di questo settore nell’area comunale pometina ) l’indotto terziario, evolvendosi, è andato man mano sempre più sminuzzandosi e articolandosi in una specifica gamma di comparti eterogenei, che, soprattutto con il rafforzamento dell’apparato industriale ha visto affermare una crescita significativa della domanda di attività complementari e sussidiarie a quelle delle imprese concentrate in ambito locale.
Nonostante il contesto attuale di forte riduzione di attività in tutti i rami del settore economico - si passa infatti dalle 1936 unità locali presenti nel 1991 ( ISTAT, 91 ) alle 1056 complessive nel 1997 ( CERVED, ‘ 97 ) - , come pure di contrazione della consistenza numerica degli addetti occupati - 13326 nel 1991 ( ISTAT, ’91 ) ; 9142 nel primo semestre del 1997 ( CERVED, ’97), l’incidenza assunta dal comparto commercio + attività di servizio nel territorio di Pomezia circa la quantità di addetti per superficie occupata ( cioè 108 addetti/ kmq ) rispetto al valore provinciale è ancora così notevole da collocare il comune pontino, senza dubbio, tra i comuni dell’hinterland metropolitano contigui alla Capitale dotati di una funzionalità terziaria di un certo spessore, tale da garantirgli una capacità di attrazione, che dalla domanda di beni e servizi più elementari sembra estendersi e rivolgersi sempre più frequentemente a quelli " più qualificati", di cui gran parte dei comuni limitrofi della cintura romana risulta essere del tutto sprovvista 10 .
 
 
 
8. MOCCI, L., Pomezia : città-industria, Roma, ed. EPI-FederLazio, 1987, pp. 61-62
9. MOCCI, L., op. cit., Roma, ed. EPI- FederLazio, 1987, pp. 65-68
10. PARATORE, E., BANINI, T., PAOLUZI, M.L., ROMAGNOLI, L., " Una proposta di delimitazione dell’area metropolitana romana ", in Semestrale di studi e ricerche geografiche, Roma, Istituto di Geografia, Facoltà di Lettere e Filosofia, Università " La Sapienza ", 1995, Vol. I ( 1-2 ), pp. 128-129