il fenomeno del pendolarismo : mobilità e dinamiche di spostamento dei flussi pendolari in entrata e in uscita da Pomezia.
Pomezia e il suo comprensorio, nonostante i venti di crisi che imperversano in questi ultimi anni, continua a svolgere il ruolo di principale centro industriale della provincia di Roma e del Lazio, e a rivestire di conseguenza un ruolo di primo piano dal punto di vista delle dinamiche in entrata e in uscita dei flussi pendolari che quotidianamente vi si riversano per motivi di lavoro.
Circa infatti la mobilità lavorativa giornaliera dei flussi pendolari riversati su Pomezia, la situazione è tale da rendere legittima la considerazione secondo la quale il Comune dell’hinterland meridionale capitolino può essere visto come un polo a se stante rispetto al resto degli altri comuni della provincia, ad esclusione della Capitale. Essi restano caratterizzati dal più generale squilibrio strutturale tra destinazione delle strutture produttive, commerciali e di servizio e gli insediamenti abitativi.
In linea generale, si osserva in ambito provinciale un movimento più intenso di flussi pendolari nelle zone centrali dell’area di Roma per finalità lavorative e per la fruizione di particolari servizi, e nelle zone più adiacenti alla grande città per finalità residenziali e per i servizi legati alle esigenze quotidiane.
Relativamente invece al Comune di Pomezia, si registrano :
 
-un elevato indice di autocontenimento della forza-lavoro ( capacità cioè di occupare i lavoratori e di trattenere gli studenti all’interno dello stesso Comune di residenza ) 28, più vicino al valore del capoluogo regionale che a quello degli altri Comuni della provincia, assai maggiore a 2, interpretabile sia per il numero di pendolari teorici che lasciano quotidianamente il territorio di residenza verso destinazioni esterne nettamente superiore a quello effettivo, sia per la funzione fortemente polarizzante esercitata dal territorio di riferimento caratterizzato dalla presenza di concentrazioni industriali e di altre forme di vitalità economica ;
 
- la contrapposizione tra flussi pendolari intra-comunali per motivi di lavoro che denota, circa la presenza di forza-lavoro, la forte autonomia del Comune pometino dal polo romano e la maggiore dipendenza funzionale di questo dalle strutture scolastiche e dell’istruzione universitaria superiore della Capitale, che invece rende i movimenti extra-comunali prevalenti su quelli intra-comunali ;
 
-l’eccedenza di offerta di lavoro rispetto alla manodopera residente pressochè costante in ogni settore dell’economia locale, aiuta a spiegare l’alto potere di attrazione esercitato dal Comune pontino posto alle porte di Roma sull’utenza lavorativa in primo luogo della Capitale stessa e dell’area metropolitana immediatamente limitrofa (area Castelli Romani e litorale sud-occidentale romano)29.
 
Così come l’elevato rapporto addetti/attivi positivo con ogni gruppo di provenienza.30
Riguardo poi alle destinazioni extra-comunali conosciute dalle mobilità pendolari residenti a Pomezia, il bacino di circolazione gravitante sull’area romana è direttamente funzionale al tipo di servizio ricoperto dalle singole località di destinazione : Roma, per quanto concerne attività amministrative, commerciali, di terziario superiore, d’istruzione e di ricerca ; la conurbazione policentrica castellana e la costa tirrenica del litorale romano, per la massiccia presenza di istituti di istruzione secondaria e per forme di terziario commerciale e di servizio.
L’intenso rapporto con Roma, oltre a costituire il primario fattore d’importanza nella dinamica di mobilità luogo di residenza-luogo di lavoro ( dalla Capitale stessa giunge quotidianamente a Pomezia oltre 1/3 dei pendolari dell’intera provincia di Roma, catalizzando così oltre il 30% del totale dei pendolari che dal capoluogo si riversano giornalmente nel resto della provincia 31, giustificando così l’affermazione che fa del Comune pontino posto immediatamente a Sud di Roma " travaso industriale di Roma a vantaggio di Roma 32 " ) rappresenta , allo stato attuale, il fenomeno più vistoso nelle mobilità effettive a livello intercomunale.
A un discreto tasso di mobilità extra-comunale da parte soprattutto di flussi di utenza studentesca verso l’area dei Castelli Romani e del litorale sud-occidentale a forte vocazione turistica che ha contraddistinto lo sviluppo economico di tutta la zona, corrisponde un tasso pressochè irrilevante di spostamenti verso i bacini dell’Agro pontino e della provincia di Latina, da cui proviene il minore afflusso di utenza lavorativa a Pomezia.
 
La mancata disposizione di dati censuari aggiornati relativi alla situazione dei flussi pendolari di popolazione residente nel Comune di Pomezia che si spostano giornalmente dal territorio di appartenenza verso destinazioni esterne per motivi di lavoro o di studio, non ci consente al momento di formulare congetture precise circa eventuali variazioni e modifiche nelle dinamiche e modalità dei flussi di mobilità stessa. Tuttavia, alla luce di quanto rilevato da una recente indagine condotta a livello comunale ( 1996 ) realizzata attraverso la somministrazione di questionari a un campione di singoli e di nuclei familiari locali soggetti a fenomeni abituali di spostamento, al fine di conoscere le reali esigenze del trasporto pendolare sul territorio 33 , contestualmente a uno studio dello stesso periodo condotto dalle organizzazioni sindacali del territorio sulla situazione delle attività produttive e dell’occupazione nell’area di Pomezia 34, si possono trarre alcune considerazioni degne, a mio parere, di una certa attendibilità :
 
 
a) la conferma del forte autocontenimento espresso dal Comune, in virtù del continuo incremento demografico e della convenienza a raggiungere direttamente l’unità locale di occupazione nello stesso luogo di residenza ;
 
 
b) la centralità funzionale della Capitale che assorbe più della metà dell’utenza pometina pendolare con destinazione esterna al Comune di residenza ;
 
 
c) una rimanente percentuale equamente distribuita rispettivamente tra l’utenza, in gran parte studentesca, che sembra prediligere i comuni dell’area castellana ( in particolare Albano Laziale e Marino ) e quella che frequenta l’area del litorale di Ostia-Anzio-Nettuno, a cospicua concentrazione di istituti scolastici a indirizzo tecnico-turistico e di infrastrutture alberghiere.
 
I risultati dell’indagine conoscitiva hanno contribuito inoltre a porre in evidenza elementi interessanti circa la tipologia dei flussi cittadini pendolari ; si tratta infatti per lo più di nuclei familiari pluricomponenti, con media prevalente di tre o quattro unità con due o tre componenti occupati in nuclei composti da tre o quattro persone, anche se sono sempre più in crescita i nuclei familiari con ambo i componenti o tutti i componenti ( per quelli più numerosi ) occupati.
 
Tra la popolazione attiva pendolare, la maggior parte è costituita da impiegati e dipendenti occupati nel terziario amministrativo e di servizio, immediatamente seguita da studenti ; tanti sono infine gli operai, pochi invece gli artigiani e i dirigenti.
Circa invece l’utilizzo dei mezzi di trasporto adottato dall’utenza pendolare pometina, l’uso preponderante del mezzo privato ( auto privata come conducente ) - ( 70%) - 35 su quello pubblico è spiegabile da un lato alla generalizzata diffusione della motorizzazione personale, utilizzata sempre di più anche per distanze circoscritte all’area di residenza all’interno del territorio comunale, con conseguenze pesanti circa la congestione della viabilità locale e inter-comunale e la condizione dell’ambiente occupato ( vd. 5.1.), dall’altro all’estrema precarietà dei mezzi di trasporto pubblici
( CO.TRA.L., FS. ), al cui volume di traffico sostenuto ( considerando Pomezia proprio per la felice posizione geografica in cui sorge importante crocevia di collegamenti extra-urbani tra la Capitale e la pianura pontina, da una parte, l’area dei Castelli Romani e il litorale tirrenico, dall’altra ) corrisponde un tipo di servizio tutt’altro che appetibile.
Se si confronta infatti il tipo di mezzo di trasporto utilizzato dalle singole categorie, lavoratori e studenti, è evidente come tra i primi sia maggiormente incidente l’uso dell’auto privata come conducente rispetto al servizio autobus/filobus scolastico 36 , tipologia di mezzo largamente impiegata invece da un’utenza scolastica di livello superiore e dalla categoria degli studenti universitari occupati negli atenei della Capitale.
Il bus pubblico, per il quale vengono lamentati disagi legati all’inadeguatezza degli orari, alla lentezza, al sovraccarico di utenza, al deplorevole stato di trascuratezza con cui vengono mantenuti i veicoli stessi, dovuto tanto al mancato senso civico di chi li utilizza, quanto alla scarsa manutenzione tecnica da parte del personale addetto che determina molto spesso ingiustificate interruzioni di servizio lungo il tragitto di destinazione, così come all’assenza pressochè totale di infrastrutture di supporto
( pensiline, cartelli indicatori, tabelle orarie, ecc. ) viene adoperato da circa il 20% dell’utenza pometina che pendola giornalmente 37.
 
Tra le altre tipologie di mezzi utilizzati, colpisce la predisposizione di una parte dell’utenza pendolare locale all’uso dei pullman aziendali, frutto di un tipo di scelta che ha spinto molte imprese locali a istituire un sistema di trasporto collettivo privato, a supplemento dell’effetto congiunto determinato dalla forte dinamica di mobilità luogo di residenza-unità produttiva e dalla insufficienza del sistema di trasporto pubblico, con valore poco superiore a quello relativo all’impiego dell’auto altrui di proprietà generalmente di ditte o di altri enti locali 38.
L’utilizzo della ferrovia riguarda invece meno del 10% dell’utenza pendolare locale.39 La posizione decentrata della stazione FS Pomezia-Santa Palomba ( circa 8 km dal centro urbano di Pomezia ), i continui ritardi che si accumulano giornalmente sulla linea ferroviaria Roma-Napoli / Roma-Nettuno, dovuti in gran parte all’inadeguatezza delle infrastrutture e alla saturazione del traffico, la mancata ottimizzazione degli orari per ogni coincidenza di treno in arrivo e in partenza da Santa Palomba che permetta di collegare attraverso servizi navetta ancora estremamente carenti il centro di Pomezia con la stazione ferroviaria stessa, penalizzando in questo modo le fasce orarie della giornata più interessate da crescenti flussi di categorie di pendolari mattutini in uscita da Pomezia verso il centro di Roma e serali di ritorno dalla Capitale verso il Comune dell’hinterland romano meridionale, costringendole a ricorrere all’uso massiccio degli altri mezzi su gomma, provocando come diretto riflesso il collasso del traffico della rete stradale di collegamento tra Pomezia e l’hinterland limitrofo, inadeguata a reggere un volume di traffico sempre più insostenibile, si presentano attualmente come deterrente alla domanda di mobilità locale nei confronti del trasporto su rotaia.
Riguardo, infine, all’uso da parte dell’utenza pometina pendolare di particolari categorie di veicoli di spostamento come motocicli e biciclette, è intuibile un incremento dell’utilizzo di tali mezzi per quelle categorie di pendolari ( per lo più studenti ) in entrata e in uscita dal territorio comunale, il cui luogo di residenza sia contiguo a quello verso cui avviene lo spostamento, o come nell’ambito del territorio comunale stesso, per quegli spostamenti che riguardano generalmente strutture per l’istruzione o di carattere ricreativo, dotate di appositi spazi atti a riceverli.
 
L’uso del motociclo sembra comunque prevalere tra l’utenza giovane e studentesca ; l’uso della bicicletta, invece, è fortemente condizionato da fattori come la natura morfologica del tragitto di percorrenza, lo stato del manto stradale, la situazione del traffico urbano, che rendono, purtroppo, nel territorio di Pomezia, l’impiego di questo mezzo sempre meno favorevole 40 .
In ultimo, accanto al pendolarismo per motivi di lavoro o di studio, va considerato quello legato alla carenza, in Pomezia, di spazi e luoghi di svago. Rispetto a questi la dipendenza da Roma, dal litorale vicino o dall’area dei castelli Romani è pressochè totale, causando, pertanto, una qualità di vita peggiore rispetto agli altri Comuni limitrofi.
 
 
 
28. GESANO, G. , Mobilità per lavoro in provincia di Roma, Roma, 1987, pag. 89
29. Il Gesano, nel suo lavoro del 1987, sostiene, circa l’esistenza di flussi intercomunali più significativi in valore assoluto, la presenza a Pomezia, di 1556 unità pendolari provenienti da Albano, e di 1093 unità provenienti da Ardea e dal litorale sud-occidentale, su un totale complessivo di 4982 lavoratori, che si riversavano giornalmente nel Comune pometino da altri Comuni della provincia, ad esclusione di Roma. ( cfr. GESANO, G., op. cit., 1987, pag. 73 ). Altri dati riguardano le provenienze da Ariccia ( 403 unità ), Genzano, Marino, Nettuno, Castel Gandolfo, tra 300 e 400 unità per Comune. ( PERTILE, R., Tessuto produttivo e mobilità delle imprese in provincia di Roma, Roma, IRESM, 1989, pag. 145. )
30. In un recentissimo studio curato dall’Istituto di Geografia dell’Università di Roma " La Sapienza", Pomezia viene considerato, dopo Roma, il Comune della provincia con il rapporto più elevato di occupati rispetto agli altri residenti, superiore al 111% ( cfr. AA.VV., " Una proposta di delimitazione dell’area metropolitana romana " in Semestrale di studi e ricerche geografiche, Roma, Istituto di Geografia, Facoltà di Lettere e Filosofia- Università " La Sapienza ", Vol. I ( 1-2 ), 1995, pag. 237 ) a evidente conferma della forte polarità esercitata dal territorio comunale stesso periferico alla Capitale
31. PARATORE, E., BANINI, T., PAOLUZI, M.L., ROMAGNOLI, L., op. cit., Istituto di Geografia, Facoltà di Lettere e Filosofia- Università di Roma "La Sapienza", 1995, pag. 237
32. PALAGIANO, C., " Il movimento pendolare e il traffico " in Problemi geografici della regione industriale romano-pontina, Latina, 1972, pag. 39
33. Fonte : Il Pontino Nuovo , Pomezia, anno XI, n. 10, maggio ’96, pag. 10
34. OO.SS., Proposte per la definizione di un patto territoriale finalizzato al rilancio delle attività produttive e dell’occupazione nell’area di Pomezia, Pomezia, 1996, pp. 1-6
35. secondo l’indagine conoscitiva sulla qualità del trasporto pubblico nel territorio di Pomezia, Pomezia, 1996
36. AA.VV., " Una proposta di delimitazione dell’area metropolitana romana " in Semestrale di studi e ricerche geografiche, Roma, Istituto di Geografia, Facoltà di Lettere e Filosofia- università "La Sapienza", 1995, fig. V, 19, pag. 272 ( elaborazione su dati ISTAT, 1991 )
37. secondo l’indagine conoscitiva sulla qualità del trasporto pubblico nel territorio di Pomezia, Pomezia, 1996
38. OO.SS., op. cit., Pomezia, 1996, pag. 6
39. secondo l’indagine conoscitiva sulla qualità del trasporto pubblico nel territorio di Pomezia, Pomezia, 1996
40. secondo l’indagine conoscitiva sulla qualità del trasporto pubblico nel territorio di Pomezia, Pomezia, 1996