La distribuzione della popolazione residente nelle località abitate del territorio

Una prima considerazione che possiamo desumere dalla visione della carta urbanistica 1 : 10000 del P.R.G. di Pomezia riguarda la divisione del territorio comunale in due aree, contigue e complementari dal punto di vista geografico, nettamente opposte, invece, per funzionalità di attività in esse svolte ; una, Pomezia, che presenta grosse concentrazioni industriali e residenziali, sede del Comune e di tutti gli uffici amministrativi e di tutte le attività commerciali e terziarie. Essa inoltre si configura, nella planimetria generale - occupando tra l’altro la parte più estesa della superficie comunale complessiva - come un unicum urbanistico sorto in modo rapido, intensivo, disordinato, con ampie fasce di disorganizzazione territoriale, con le sofferte conseguenze circa l’assetto ambientale della zona stessa ; l’altra area, Torvaianica, con l’appendice della vicina zona di Pratica di Mare, è a forte indirizzo turistico-residenziale, seppure visto in un contesto territoriale più ampio.
Considerando, infatti, le località comunali in funzione della distribuzione di popolazione residente, se da una parte, Pomezia resta il centro urbano più popoloso del territorio comunale, Torvaianica registra l’interessante dato di località con maggiore percentuale di popolazione distribuita nell’intera superficie abitata. Seguono le località abitate di Santa Procula, Pratica di Mare, Santa Palomba.
Il centro capoluogo, Pomezia, è diviso in due comparti ;   la vecchia zona residenziale è sorta attorno al nucleo storico di abitazioni attigue alla piazza centrale costruite durante il periodo fascista, alla nascita del borgo rurale, ampliatasi poi negli anni ’60 e ’70, in parte sotto l’impulso dell’industrializzazione, in parte sotto la spinta del continuo flusso di popolazione proveniente da altre residenze, in particolare dalla Capitale verso i limitrofi comuni della prima cintura urbana. Il nucleo urbano centrale del capoluogo comunale si sviluppa in senso Nord-Est- Sud-ovest a partire dai due assi viari primari della S.S. 148 Pontina e della S.P. 101 Albano-Torvaianica su un sistema di strade parallele e trasverse adiacenti e congiunte lungo una direttrice orizzontale, - la Via Roma - fiancheggiata da una successione ininterrotta di piccoli esercizi commerciali di prima necessità ricavati al piano terra di edifici ad uso abitativo dalla tipologia architettonica monolitica e ossessiva, e con funzione primaria di convogliare tutto il traffico che dalla struttura urbana cittadina si riversa verso il contesto periferico.
L’attuale zona di espansione insediativa, concepita per risolvere la forte saturazione dell’area urbana centrale, denominata " NUOVA LAVINIUM", è situata, invece, nel quadrante sud-occidentale della perimetrazione cittadina, compresa da una parte, tra la S.S. 148 Pontina, l’area del Parco Naturale del Sughereto e dell’adiacente Cimitero Militare Tedesco e dall’altra, tra la SP 101 Albano-Torvaianica, l’area archeologica Lavinium-Pratica di Mare, con sorta di integrazione verso sud con l’area a recupero urbanistico Vicerè- La Macchiozza, avamposto dell’estrema propaggine meridionale di costruzioni urbane cittadine, e verso ovest, con l’area a espansione residenziale del comprensorio pometino di Collefiorito.
Poiché tuttavia alla decisiva espansione demografica e urbanistica, anche in ottemperanza alle disposizioni normative in materia di edilizia pubblica ( legge 167/ 62, D.M. n. 4555 del Ministero LL.PP che, tra le varie clausole, fissa quella della concentrazione nelle aree urbane a forte industrializzazione di insediamenti edilizi di destinazione economico-popolare in percentuale non inferiore al 75% ) non è corrisposto un adeguato strumento di controllo e di pianificazione territoriale, il centro di Pomezia riproduce nella situazione attuale la realtà architettonica e urbanistica delle grandi periferie metropolitane : grossi agglomerati cementificati di costruzioni, di cubatura eterogenea e dalla fisionomia architettonica niente affatto esaltante, cresciuti in modo rapido, intensivo, con forti carenze di servizi e di verde pubblico, nonostante gli sforzi compiuti, peraltro poco incisivi, per garantire vivibilità ed equilibrio con l’ambiente circostante.
L’altro grosso centro, secondo a Pomezia per numero di abitanti residenti, di rilevante peso urbanistico soprattutto durante la stagione balneare, è Torvaianica 23. (vd. Tab. V a, 3 ).
 
Il centro, sorto nella prima metà degli anni ’50 attorno a un primo sporadico gruppo di insediamenti lungo la linea di costa, si presenta nella situazione odierna come un lunghissimo muro di cemento comprendente villette unifamiliari, palazzine con seconde abitazioni, alberghi, ristoranti, locali multiuso, fatto oggetto di una forte speculazione edilizia che ha reso uno dei tratti più interessanti per morfologia paesaggistica dell’intera costa tirrenica presidio di molti costruttori con il concorso delle amministrazioni locali, troppo spesso accondiscendenti a logiche affaristiche e
speculative piuttosto che attente e sensibili alla tutela ecologica dell’ambiente circostante, con gravi disagi per il visitatore o il residente circa la visibilità e la godibilità del mare stesso 24 . Occorre considerare inoltre che all’intensa attività edilizia non si è accompagnata fino a questo momento un’adeguata distribuzione di strutture, di spazi verdi, di attrezzature ricettive, per lo sport e il tempo libero, tale da far decollare il centro costiero nel " Gotha " delle maggiori stazioni turistico-balneari italiane.
Torvaianica, che nella rappresentazione cartografica del P.R.G. assume la classica configurazione degli insediamenti lineari, si è sviluppata lungo la strada litoranea che lo attraversa con un lungo rettifilo da Nord a Sud, con costruzioni di diversa tipologia e funzionalità, realizzati spesso senza regola, sfruttando al massimo tutto lo spazio disponibile, dapprima tra l’arenile demaniale e la Via Litoranea. Poi, in un secondo momento, a mano a mano che la zona cresceva di valore, anche i lati dei terreni posteriori collegati alla litoranea da assi viari trasversali disposti a " spina di pesce " sono stati interessati da massicce concentrazioni residenziali, in più file, fino a intasarne la campagna retrostante.
Iniziative immobiliari successive hanno poi determinato la costituzione di nuclei urbani - individuabili peraltro, in un ambito territoriale più ampio, lungo tutto il litorale a sud di Roma - di rilevante consistenza demografica, in virtù anche dell’opportuna trasformazione di molte seconde residenze in case di prima abitazione ( come è evidenziabile, per esempio, per Martin Pescatore e Torvaianica Alta ) (vd. Tab. V a ,3), costruiti a monte della costa, ma con la stessa qualità di vita dei centri urbani, dotati ormai di tutti i servizi primari, seppure con funzionalità di tipo turistico-residenziale legata al limitrofo centro costiero.
La collocazione geografica del centro abitato di Santa Procula occupa l’ampia superficie a intenso sfruttamento agricolo del quadrante meridionale del territorio comunale di Pomezia. Il territorio odierno è il risultato dell’ampliamento delle grandi tenute latifondiste in cui era suddiviso il territorio agricolo originale, le cui proprietà, ereditate da particolari enti ( come l’Opera Nazionale Combattenti ) sono state distribuite, frazionate a riscatto 25 alle famiglie coloniche, provenienti soprattutto
dalle regioni a maggiore densità agricola dell’Italia Settentrionale, al fine di ripopolare e sfruttare i nuovi territori dell’area pontina, dopo i necessari interventi di sistemazione idrogeologica e di bonifica integrale. La costruzione delle case coloniche sui poderi assegnati ha determinato così un insediamento sparso collegato inizialmente a un nucleo di servizio, la cui funzione è venuta progressivamente meno con l’ampliamento e lo sviluppo del vicino centro urbano di Pomezia.
L’attuale concentrazione edilizia è caratterizzata da fitti insediamenti sparsi cinti da piccole porzioni di verde, disposti lungo un punto di confluenza comune. L’elevata densità di impianti industriali compresi tra il vecchio tracciato della Via Pontina e la SP. Laurentina che qui si congiungono a cono di imbuto e che attraversano lungo
il loro percorso la località abitata più spostata verso l’interno rispetto alle due arterie viarie, e delimitata a nord dall’ansa incassata del Rio Torto, maggiore corso d’acqua del territorio comunale, non ha risparmiato neppure uno dei tratti più puri di paesaggio rurale della Campagna Romana - così come si evince dalla presenza sparsa dei vecchi casali sul terreno di natura vulcanica del territorio circostante, lungo la strada di collegamento Laurentina- Ardeatina - venendo così ad alterare l’ambiente originale, degradandolo a tal punto che l’ubicazione nel suo territorio, di discariche abusive di raccolta di RSU e di quella, posta in località Cerqueto di Santa Palomba, deputata allo smaltimento dell’amianto inertizzato riconosciuto come sostanza cancerogena, così come la presenza dell’impianto industriale di lavorazione dei grassi animali con relativa stazione di trasferenza dei rifiuti, contribuiscono ad aggravare la già precaria situazione sanitaria della zona, con ripercussioni sulla salute degli abitanti e delle falde acquifere del territorio comunale stesso.
Per quanto riguarda Pratica di Mare, se si esclude la presenza sul suo territorio della base dell’Aeronautica Militare Italiana e l’ubicazione di insediamenti industriali nella parte nord-orientale della sua delimitazione geografica, cioè a monte dell’area di Castel Romano, e nell’area compresa tra i km 23 e 27 della S.S.148, con diramazione sulle vie Montedoro e Carlo Poma, sui quali attualmente è concentrato il suo peso urbanistico, la sua posizione al centro della vasta zona archeologica dell’antica Lavinium, e la tipologia insediativa della campagna circostante, nonché l’impianto settecentesco dell’ormai non più abitato " borgo ", pensato e realizzato " a misura d’uomo ", ne fanno una località oltre che di suggestivo interesse storico-culturale, anche di attraente concentrazione residenziale, essendo ormai immediato l’ampliamento e la congiunzione mediante arteria viaria tangenziale tra il nuovo comparto residenziale COLLI DI ENEA, sul lato sinistro della SP 101 Albano- Torvaianica e del vecchio borgo e i moderni quartieri occidentali e sud-occidentali del centro urbano pometino.
Il centro abitato di Santa Palomba, infine, è ubicato nell’estrema parte orientale del territorio comunale di Pomezia, a ridosso della linea ferroviaria Roma-Napoli, tra la strada di collegamento Albano-Torvaianica e la via Valle Caia in un contesto urbano misto di concentrazioni abitative, agglomerati industriali e fasce destinate a uso agricolo. Legato essenzialmente alla presenza del terminal-merci ferroviario, peraltro in fase di ampliamento, la località abitata riveste una posizione strategica per la vicinanza dei comuni limitrofi di Roma e Albano, mediante collegamenti stradale con la stessa SP 101 e la via Ardeatina, percorsa dal traffico pesante di tipo industriale che dal territorio pometino si dirige verso il G.R.A. e il centro di Roma, e ferroviario, contribuendo così a inserire il territorio di Pomezia nell’articolato sistema di scambi nazionale ed estero 26 .
23. ISTAT, XIII Censimento Generale della popolazione e delle abitazioni, Fasc. prov. ROMA, tav. 6.3, pag. 282
24. DE VECCHIS, G., L’espansione di Roma nella costa laziale mediante la casa seconda, Roma, Istituto di Geografia, Università " La Sapienza ", 1979, pag. 69
25. Forma di contratto agricolo, dove il venditore si riserva il diritto di riavere la cosa concessa attraverso la restituzione del prezzo pattuito, il rimborso delle spese effettuate per la manutenzione della cosa posseduta nonché per la valorizzazione della cosa stessa
26. Comune di Pomezia , Piano Regolatore Generale del Comune di Pomezia, Pomezia, 1967, pp. 1-70