La presenza straniera.
 
Rimanendo ancora nell’ambito delle dinamiche e della mobilità della popolazione
immigrata, un discorso a parte merita la presenza della componente migratoria straniera residente nel comune pontino a Sud di Roma.
Il dato della rilevazione statistica dell’ultimo censimento ISTAT relativo alle caratteristiche strutturali della popolazione, circa il Comune di Pomezia, conta 317 stranieri con residenza fissa e 363 risultanti temporaneamente presenti 20.
I dati statistici messi a disposizione dell’Ufficio Anagrafico comunale relativi al periodo 1991-95 mettono subito in evidenza l’incremento notevole che la componente migratoria straniera ha conosciuto nell’ambito del territorio pometino nella prima metà di quest’ultimo decennio. Con una popolazione di ben 2500 unità di residenti fissi, il fenomeno della presenza straniera, allo stato attuale, costituisce un aspetto tutt’altro che irrilevante nel quadro del tessuto demografico e del tipo di organizzazione economica che si trova a svolgere all’interno del territorio stesso.
Dall’analisi dei dati, infatti, risulta che la condizione della componente demografica straniera nel territorio di Pomezia sia riconducibile a quella dell’area romana e nazionale, con la solita distinzione tra popolazione proveniente dai Paesi della CEE e popolazione straniera proveniente dai Paesi extra-comunitari, che vivono cioè una situazione socio-economico-politica in continua mutazione, non certamente positiva, e che rappresenta sempre di più in questi anni il costante bacino di alimentazione dei nuovi flussi migratori.
Una voce degna di rilievo, soprattutto a partire dalla fine degli anni ’80 e propagatasi nel primo lustro degli anni ’90 è quella relativa alla popolazione proveniente dall’Europa Orientale, cioè da quei Paesi che hanno conosciuto lo stravolgimento e le conseguenze economico-sociali legate al dissolvimento del regime comunista e alla transizione verso sistemi liberal-democratici. Con il 67% dei residenti, questa costituisce l’area da cui affluisce la maggior parte di popolazione proveniente dal continente europeo stabilitasi nel territorio pometino.
Il maggior numero di stranieri in regola nel territorio nel territorio comunale di Pomezia ( quelli che cioè godono della parità di trattamento degli altri cittadini residenti, ormai integrati a tutti gli effetti nella cosiddetta cittadinanza sociale ) proviene dall’Europa ; segue il continente africano ; rilevante risulta pure la presenza di popolazione proveniente dai Paesi latino-americani ( Argentina e Perù ), che supera in percentuale quella emigrata dal Vicino e Medio Oriente e dal resto dell’Asia (Cina e Filippine ).
Se invece si fa una distinzione secondo il sesso, i maschi sono europei dell’area orientale, nord-africani e asiatici, le femmine sono cittadine della Comunità Europea e dell’Europa Orientale, dell’America centro-meridionale e dell’Africa centro-orientale.
 
Il lavoro è la motivazione principale che spinge molti cittadini stranieri a stabilirsi nell’area pometina, così come nel resto della provincia di Roma. A notevole distanza seguono motivi di ricongiungimento familiare, di studio e, in piccola percentuale, di lavoro autonomo( soprattutto da parte dei maschi nord-africani e del Vicino Oriente)21 La cospicua presenza sul territorio di Pomezia di popolazione dell’Europa della CEE (Francia, Germania, Gran Bretagna ) è spiegabile in parte con la vicinanza di Roma, maggior sede nazionale di associazioni e organismi internazionali, in parte con l’esistenza di imprese locali multi-nazionali legate da relazioni tecniche e amministrative alle consociate straniere. La popolazione dell’Europa Orientale ( Ex-Yugoslavia, Polonia, Albania con percentuali più ridotte dalla Romania e Bulgaria ) così come quella del Nord-Africa ( Tunisia, Marocco, Egitto ), e del Vicino e Medio Oriente ( Siria e Libano ) costituita per la maggior parte da categorie senza o di bassa levatura professionale, si adatta invece più facilmente a forme di lavoro dipendente, a carattere stagionale, soggette quindi a più frequenti spostamenti, concentrate soprattutto nella zona del litorale di Torvaianica, dove gli uomini lavorano di solito come camerieri presso i numerosi ristoranti sparsi lungo la strada litoranea che attraversa il centro costiero o sulle spiagge come venditori ambulanti dei prodotti tipici della loro terra ( tappeti, collane, chincaglierie e oggetti vari ), mentre le donne trovano occupazione generalmente come collaboratrici domestiche. Una buona percentuale di popolazione maschile proveniente dalle stesse aree mondiali viene assunta pure nei settori dell’edilizia e dell’agricoltura.
Torvaianica dunque è la località del territorio comunale dove è maggiormente concentrata la quantità di popolazione straniera residente. In posizione più esterna rispetto alla dinamicità del centro urbano pometino, la località costiera è considerata spesso ponte di transito verso la costa del Lazio meridionale e l’Agro pontino, dove sono concentrati gruppi familiari di provenienza extra-comunitaria, organizzati in comunità e in strutture etnico-culturali differenziate, per lo più di estrazione agricola, attirate dalle occasioni lavorative offerte dalla grande città vicina a cui ricorrono anche per assolvere ai propri doveri di ordine giuridico-burocratico 22 . Nei casi più fortunati, si tratta di ricongiungimenti familiari, parentali o amicali, ( specie per la componente sud-americana e dell’Est europeo ) di persone che riescono a integrarsi nel tessuto sociale territoriale e ad assimilare le contingenze quotidiane della vita urbana, decidendo di costruire qui un futuro diverso, oppure si tratta di " tappe di passaggio " verso successive destinazioni più lontane e migliori.
 
Il possesso di un lavoro, il conseguimento di una qualche istruzione, il disporre di un’abitazione il più delle volte in affitto e di dimensioni notevolmente ridotte, sono elementi che pongono queste categorie di cittadini in posizione privilegiata e rispettosa nel rapporto con il resto della popolazione locale.
Non bisogna tuttavia dimenticare, sempre sul lungomare di Torvaianica, neppure la presenza di istituti di accoglienza, per lo più di gestione ecclesiale, che ormai da anni si prodigano con notevole esperienza nell’opera di accoglienza e di assistenza
di singoli o di nuclei familiari extra-comunitari particolarmente indigenti e tremendamente provati dalle turbolenze dei Paesi da cui sono stati costretti a fuggire, aiutandoli sia nel recupero e nell’inserimento individuale e sociale, sia nel disbrigo delle pratiche di riespatrio verso destinazioni d’oltreoceano ( Stati Uniti, Canada, Australia ), più favorevoli sia in termini di occupazione economica che di ricongiungimento familiare, specie per le fasce di popolazione proveniente dall’Est europeo.
Riguardo, infine, all’inserimento nel mercato del lavoro degli stranieri residenti stabilmente nel territorio pometino, il terziario minuto ( piccolo commercio e ambulantato ), il settore primario, e seppure con grosso scarto, l’industria, edile e della trasformazione dei prodotti agricoli, quando si tratta di lavoratori qualificati e specializzati, sembrano i settori in cui risulta essere più richiesta e più appetibile ancora la manodopera operaia proveniente dall’estero, sia per i bassi costi di mantenimento che per la possibilità di disporre più frequentemente di personale a tempo determinato o per mansioni provvisorie e dequalificate.

 

20. ISTAT, XIII Censimento Generale della popolazione e delle abitazioni, Fasc. prov. ROMA, tav. 3.1., pag. 98
21. DI PROSPERO, R., " Dati recenti sugli stranieri nel Lazio ", in BIRINDELLI, A.M., La presenza straniera in Italia. Il caso dell’area romana., Milano, Franco Angeli, 1993, pp. 188-195.
22. CALAFIORE, G., " I Tunisini nel Lazio : una comunità socio-geografica ", in Geografia, Roma, VI, n. 1, gennaio-marzo 1983, pp. 25-37, cfr. pag. 33