Popolazione e territorio.
Andamento e dinamiche demografiche della popolazione residente nel territorio comunale di Pomezia.
 
 
La città- industria attraverso l’analisi dei censimenti.
 
Riguardo alla popolazione del Comune di Pomezia, si possiedono dati abbastanza omogenei e continuativi, sin dal primo anno di nascita.
Con l’inserimento del territorio pometino nella piattaforma di interventi statali per lo sviluppo del Mezzogiorno, si viene a delineare, a partire dalla fine degli anni ’50 e l’inizio degli anni ’60, quella naturale tendenza del territorio comunale stesso a una forte urbanizzazione e a un eccezionale sviluppo demografico, con ritmo di crescita decisamente superiore alla media del Lazio e al resto d’Italia. Ciò è legato sia all’apporto della componente migratoria che ha determinato effetti demografici indiretti circa le dinamiche della componente naturale, sia all’influenza diretta che l’impatto industriale ha assunto sulla realtà geografica del Comune pontino e del territorio circostante.
Nel rilevamento ISTAT del 1961 1 , Pomezia conta una popolazione di 10587 abitanti, registrando un incremento, rispetto al 1951, del 56%. E’ importante notare come la popolazione residente in questi anni, la cui crescita continua è dovuta sostanzialmente alla simbiosi tra componente migratoria e componente naturale sia molto giovane e di condizione sociale generalmente bassa.
Le fasce di età maggiormente rappresentate dal dato statistico sono infatti quelle più fertili demograficamente, più produttive e competitive dal punto di vista economico , rispecchiando una tendenza che costituirà una costante fissa dell’andamento e dell’articolazione strutturale della componente demografica nei decenni successivi.
Nel 1961, Pomezia è già un centro industriale con 399 imprese, 124 unità industriali locali, 1459 addetti 2 . Del resto, il confronto tra i dati del 1951 e quelli del 1961 dimostra il netto spostamento delle energie produttive dal settore primario all’industria, determinando l’attivazione di un processo inarrestabile teso a sviluppare sempre di più il settore industriale, emarginando quello agricolo, sia in termini di
estensione di terra coltivata che di manodopera impiegata, senza alcuna possibilità di integrazione tra i due settori. (vd. Tab. II b, 3 ).
 
Il processo di industrializzazione promuove inoltre una serie di attività indotte, legate essenzialmente al settore commerciale e dei servizi, ancora in predominanza di popolazione attiva maschile. E’ riscontrabile pure un incremento di popolazione attiva nel settore della Pubblica Amministrazione, che sebbene ancora molto lontano dal costituire una delle maggiori risorse economiche ed occupazionali del territorio, inizia ad assumere una funzione non trascurabile nel quadro delle attività cui è impiegata la struttura professionale della popolazione locale 3 .
Il livello d’istruzione diventa ora condizione base per chiunque intenda svolgere attività di gestione con mentalità di tipo imprenditoriale-dirigente, quale garanzia di futuro decollo economico per la cittadina pometina.
Il primo dato interessante che emerge dalla rilevazione statistica ISTAT dell’XI Censimento Generale della popolazione relativa al Comune di Pomezia è la forte crescita della popolazione residente, aumentata a ritmi elevatissimi rispetto al precedente rilevamento del 1961.
La popolazione registrata nel censimento ’71 ( 19040 abitanti ), la densità di unità di residenti nel territorio ( 177ab./ kmq )4 , restano tra le più alte dell’intera provincia di Roma, nonostante la brusca diminuzione di abitanti dovuta alla scissione della località abitata di Ardea, già parte integrante del territorio di Pomezia, che nel 1970 si costituisce Comune autonomo. L’incremento si spiega in parte al saldo naturale sempre positivo, in parte all’effetto- attrazione esercitato da Pomezia in funzione della struttura produttiva acquisita dal suo territorio, periferico alla Capitale. Nel rilevamento intercensuario provinciale, il dato che maggiormente emerge dal confronto tra i due decenni 1951/61- 1961/71 è rappresentato dalle tendenze evolutive in atto nei rapporti di crescita tra i Comuni compresi nella prima cintura urbana della Capitale e il resto della provincia 5 .
I dati dell’Ufficio Anagrafico del Comune di Pomezia relativi al decennio 1960-69 ( vd. Tav.1,3 ),evidenziano chiaramente l’incremento annuale della popolazione residente, più contenuto e graduale nella prima metà degli anni ’60, mai superiore alle 1000-1500 unità, più vistoso nel periodo compreso tra il 1965 e il 1969 con una media annua di 2000 residenti in più.
Nel 1965, Pomezia ha una popolazione di circa 16000 abitanti.
Nel biennio 1968-69, alla vigilia cioè della scissione amministrativa di Ardea che determinerà per il comune pometino la perdita di circa 5700 residenti, si raggiunge l’incremento massimo di popolazione ( + 3568 unità di residenti ) nella storia del suo sviluppo demografico ; la popolazione residente arriva a sfiorare i 24000 abitanti, con un tasso di incremento di +35% rispetto al periodo 1951/61 ; +123% nel periodo 1961-71 6 .
Anche riguardo alle attività economiche, infatti, si possono leggere espliciti segni di crescita rispetto al censimento nazionale 1961.
 
I due settori economici che registrano ritmi di crescita elevata sono quello industriale ( +17% rispetto al 1961 ) - in coincidenza con l’apertura nell’area pometina delle maggiori e notevoli imprese produttive, forza trainante dell’economia locale nei decenni successivi ( fra tutte , la Sigma-Tau, specializzata nel settore farmaceutico, la più grande industria del territorio per numero di addetti occupati ), che inaugura così una fase di espansione intraprendente e fervente di nuove concentrazioni insediative - e del terziario (+ 5% rispetto al 1961 )7 . ( vd. Tab. II a, 3-tab. II b, 3).
Per quanto riguarda il settore industriale, il confronto tra le due rilevazioni intercensuarie mette chiaramente in evidenza il divario tra le diverse attività produttive. Nel 1971, i settori manifatturieri del legno, dell’abbigliamento e del vestiario, che avevano costituito l’asse portante dell’iniziale economia industriale del centro pontino, sembrano subire un sensibile calo a vantaggio dei settori meccanico - elettronico ( + 26 % di addetti occupati ), chimico-farmaceutico ( +17% di addetti occupati ), cartografico-stampa-editoria ( +4% di addetti occupati )8 . ( vd. Tav. 5,3 ).
Nel corso del decennio successivo, le dinamiche demografiche dei Comuni dell’area urbana della Capitale risentono di una interessante inversione di tendenza, sia naturale che migratoria.
La diminuzione del tasso di natalità, passando drasticamente dal 24,1% del triennio 1972-74 al 13,1% del 1981, - quando Pomezia ha una popolazione di 29925 abitanti 9 ( vd. Tav. 3,3 ; tab. I,3 ),- determina il forte calo del saldo naturale.
L’incremento percentuale della popolazione mostra invece, nel 1981, una diminuzione dell’1,2% 10 .
Con i primi sintomi di congiuntura economica negativa che investe all’inizio degli anni ’70 l’area romano-pontina, dovuta all’immissione sul mercato di nuove tecnologie e alla ristrutturazione del tessuto produttivo verso nuove prospettive di riqualificazione, così come a una serie di effetti legati a fenomeni di natura strutturale, si assiste nel territorio comunale di Pomezia a una decelerazione del fenomeno migratorio.
Nonostante la brusca diminuzione delle fasce di età più infantili della popolazione residente, in virtù dell’abbassamento dell’indice di natalità, e di quelle più giovani, comprese tra 14 e 45 anni ( -1,9% ) e l’aumento invece di quella compresa tra 45 e 65 anni ( +3,2% ) e quella degli anziani oltre i 65 anni ( +0,2% ) 11 , il comune pontino continua tuttavia a conservare una situazione demografica attiva , dinamica, che registra, sia per quanto riguarda la natalità che l’immigrazione, incrementi superiori a quelli rilevati nella Capitale e negli altri Comuni della provincia.
Diminuisce infatti l’indice di dipendenza ( cioè il peso di sopportazione che la popolazione attiva deve sostenere nei confronti di quella non attiva ),
passando dal 30,1% del 1971 al 25,8% del 1981, confermandosi normalmente basso in città e in aree geograficamente ed economicamente più favorevoli,
in virtù dello spostamento continuo di popolazione attiva, soprattutto di età giovanile e intermedia dalle aree più depresse verso quelle di maggiore vitalità economica.
La situazione geo-demografica che il territorio del Comune di Pomezia è chiamato a svolgere nel corso degli anni ’70, è, da una parte, quella di assorbire la continua fuoriuscita di popolazione dalla Capitale, che per la crisi edilizia e la congestione di alcune sue zone, tende ad allargare i propri confini alla fascia dei comuni limitrofi, delegando così ad essi compiti residenziali e produttivi, dall’altra, quella di non saper adeguare al nuovo processo di crescita demografica e territoriale un efficiente sistema infrastrutturale capace di orientarne la crescita in senso qualitativo, in un rapporto di reciproca interazione con la Capitale.
Per quanto riguarda la popolazione attiva impiegata nei settori produttivi dell’economia pometina, le tab.II a, 3- II b, 3, mostrano una, seppure lieve, perdita di occupati rispetto al dato censuario del 1971 nel settore industriale, - che , tuttavia, mantiene ancora il primato tra i settori economici dell’area territoriale, con conseguenze perciò meno preoccupanti circa l’assetto organizzativo delle imprese e l’immissione di manodopera nel mercato del lavoro - a vantaggio del terziario, che, invece, nel corso del decennio 1971/81, conosce un ulteriore sensibile incremento, passando dal 30% del 1971 al 35% del 1981. Si assiste ad una crescita di addetti occupati nel settore meccanico-elettronico (+4% rispetto al ’71 ), comprendente pure il comparto degli impianti e delle apparecchiature di alta precisione, mentre una contrazione subisce invece il settore chimico-farmaceutico (-1% di addetti ) a causa del vento contrario che investe in questo momento la vendita dei medicinali. Il settore però continua a rappresentare, insieme a quello meccanico ed elettronico, il volano dell’economia locale, attraverso il quale si viene a definire la nuova fisionomia che l’industria assumerà nel comprensorio pometino fino a questi ultimi anni. ( vd. Tav.5,3 ).
Nel decennio scorso, mentre da una parte, la popolazione conosce un aumento demografico continuo, pur sempre contenuto, dovuto all’azzeramento delle nascite da parte di una mortalità non ulteriormente comprimibile, dall’altra parte risulta più che raddoppiato l’indice di anzianità, segno dell’ormai diffuso processo di invecchiamento della popolazione legato a costanti socio-culturali in continua mutazione.
Gli effetti negativi provocati dalla crisi congiunturale del sistema produttivo dell’area pometina nella seconda metà degli anni ’80 influiscono sull’andamento demografico della popolazione residente nel territorio stesso, così come è evidenziato dai dati anagrafici comunali relativi al periodo 1982-1991 (vd.tav.3,3 ;tav.4,3 ). Si verificano, infatti, due momenti di opposta situazione : il primo, comprendente il periodo 1982-87, coincide con l’affermazione di attività tecnologicamente ed economicamente più avanzate ; esso vede un incremento di circa 5000 nuovi residenti complessivi, con una crescita di circa 700/1000 unità annue, in parte anche in virtù del processo continuo di " rigetto" di popolazione dalla Capitale verso i comuni della prima cintura urbana ; un secondo momento, invece, a cavallo tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni  ’90, registra invece un pesante scossone nelle mobilità demografiche del Comune, che subisce un decremento di oltre 1700 abitanti ( periodo 1990-91 ), quando cioè l’uscita definitiva del Comune pontino dai benefici di investimento statale della CASMEZ apre una difficile fase di transizione economica, di cui si sta pagando il pesante scotto in questi ultimi anni.
Sebbene sia manifesta l’incidenza maggiore del terziario ( settore che comprende una eterogenea serie di attività indotte, dal commercio ai servizi personali e per la collettività, alla Pubblica Amministrazione e al terziario avanzato ) sul secondario in termini occupazionali nella struttura della popolazione residente attiva in condizione professionale ( vd. Tab. II a,3 - tab. II b,3 ) 12 , il tasso di attività nel settore dell’industria mostra ancora i valori più elevati nel sistema economico locale.
Nonostante il ridimensionamento congiunturale e strutturale sofferto, a partire dalla seconda metà degli anni ’80, dal comparto industriale, orientato verso la terziarizzazione della sua struttura, Pomezia è , dopo Roma, il comune della provincia che continua ad assorbire il maggior numero di addetti in attività industriali 13 .
Accanto ai comparti trainanti dell’economia industriale locale, ( settore meccanico-elettronico con il 31% degli addetti totali, chimico-farmaceutico con il 25% degli addetti complessivi, seguito dal manifatturiero tradizionale con il 15%, tra cui spicca, per numero di addetti impiegati, quello alimentare, e il cartografico-editoriale, con una consistenza di addetti pari al 10% del valore totale ) ( vd.tav.5,3 ), si assiste parallelamente allo sviluppo di settori eterogenei del comparto industriale, come le bio-tecnologie, il software, l’elettronica digitale per le telecomunicazioni, con clientela diretta nel vicino mercato pubblico della Capitale , e con vistose prospettive di rilancio economico nella prima metà di quest’ultimo decennio. Il settore farmaceutico, insieme a quello chimico, incidono per il 40% dell’intera produzione locale, settore che trova concentrato nella sola area di Pomezia il 90% delle aziende dell’intera provincia di Roma 14 , mentre un incremento di unità locali e di addetti invece conoscono il settore elettronico e dell’informatica ( novità tecnologica dell’ultimo decennio ) e dell’elettronica militare con il 35% di imprese locali e l’editoriale-poligrafico ( con il 10% ) 15 .
Per il trend positivo di crescita demografica registrata nel territorio pometino nella prima metà degli anni ’90, ( nella rilevazione anagrafica del 31/12/1995 Pomezia conta una popolazione di circa 42000 abitanti 16 ) ( vd. Tav.4,3 ) questo resta il primo comune per ampiezza demografica dell’area metropolitana immediatamente a Sud della Capitale.
 
Esso è favorito dalla stretta vicinanza della grande città più caotica e disordinata, da cui proviene il maggior flusso di nuovi residenti ; inoltre alimenta crescenti fenomeni di pendolarismo ( cioè di spostamento quotidiano di cittadini per motivi di lavoro e di studio dal centro pontino verso la Capitale e dalla Capitale e dai comuni limitrofi verso la cittadina pontina ) con un rapporto addetti/attivi tale da porre il Comune della cintura romana al centro di un sistema urbano di primaria importanza, acquistando connotati sempre più marcati di " quartiere funzionale" della Capitale.
L’inserimento di Pomezia prima nell’operazione di recupero delle aree a declino industriale, sovvenzionata dai fondi del Mercato Comune Europeo ( 1992-93 ), riscattando la cessazione della politica di contributi statali della CASMEZ, la discussione e la conseguente approvazione, poi, dei Patti Territoriali ( 1995 ), rappresentano allo stato attuale un’importantissima prospettiva di riqualificazione strutturale e funzionale non solo per Pomezia, ma per tutta l’area laziale a Sud della Capitale, e una pedina su cui giocare lo sviluppo occupazionale e il riscatto d’immagine del territorio nell’immediato futuro.

Tavola espansione demografica di Pomezia

1.Intendo partire dal dato censuario del 1961 ( cfr : ISTAT, X Censimento Generale Popolazione, Vol. III, Fasc. 58, Tav. 1, pp. 14-15 ), perché in quel periodo si verificano i primi accenni del grande sviluppo industriale e del forte incremento edilizio che contribuiranno a modificare radicalmente la fisionomia originale di Pomezia. Alla data del Censimento ISTAT 1951 ( ISTAT, IX Censimento Generale Popolazione, Vol. I, Fasc. 59, Tav.1, pp.14-15 ) Pomezia è poco più di un grosso borgo rurale, con una popolazione totale di 6005 abitanti, con un tasso di attività della popolazione attiva in condizione professionale impiegata nel settore primario pari al 75%, ( vd. Tab. II a,3- tab. II b,3 ), e con 47 attività economiche e 104 addetti. 2.ISTAT, IV Censimento Generale Industria e Commercio, Vol. II, Fasc. 58, Tav. 12, pag. 72
3.ISTAT, X Censimento Generale Popolazione, Vol. III, Fasc. 58, Tav. 6, pp. 42-43
4.ISTAT,XI Censimento Generale Popolazione, Vol. II, Fasc. 59, Tav. 1, pag. 3
5.Provincia di Roma," Il decennio 1961-71", in Le dinamiche interne nei tre decenni (1951-61 ; 1961-71 ; 1971-81 ), Roma, a cura dell’Amministrazione della Provincia di Roma, 1983, pag. 21
6.Provincia di Roma, op. cit.., 1983, pag. 21
7.ISTAT, XI Censimento Generale Popolazione, Vol. II, Fasc. 59, Tav. 7, pp. 28-29
8.ISTAT, V Censimento Generale Industria e Commercio, Vol. II, Fasc. 59, Tav. 16, pp. 96-97
9.ISTAT, XII Censimento Generale Popolazione, Vol. III, Tomo 1, Fasc. 58, Tav. 1, pag. 3
10.MOCCI, L., Pomezia : città-industria, Roma, ed. EPI-FederLazio, 1987, pag. 33
11.MOCCI, L., op. cit., Roma, ed. EPI-FederLazio, 1987, pag. 43
12.ISTAT, XIII Censimento Generale della popolazione e delle abitazioni, Fasc. Provinciale Roma, Tav. 5.5., pp. 197-208
13.ISTAT, VII Censimento Generale dell’Industria e dei Servizi, Fasc. Provinciale Roma, Tav. 4.1., pag. 205 ; tav. 4.2 ., pag. 207
14. Unione degli Industriali di Roma e provincia , L’industria chimico-farmaceutica della provincia di Roma nell’ambito regionale, in " L’industria chimico-farmaceutica a Roma ", Roma, 1995, pag. 39
15.Il Pontino Industria , " Uno strumento importante per il rilancio dell’area di Pomezia, i patti territoriali ", Pomezia, n° 55, VII, 1996, pag.7
16. Al 1995 si è voluto porre il limite conclusivo della storia dello sviluppo demografico del territorio di Pomezia, in quanto ultimo anno registrato nell’archivio storico dell’anagrafe comunale