Gli Anni Settanta : il consolidamento e l’articolazione del sistema industriale pometino.
Il decennio, pur essendo caratterizzato dalla continuazione dell’andamento positivo di concentrazioni industriali nell’area pometina conosciuto durante gli anni Sessanta, si contraddistingue, da un lato, per fenomeni di selezione e ristrutturazione settoriale, che culminano rispettivamente nella crisi del settore tessile 26 ed edile, e nel consolidamento dei settori chimico-farmaceutico, meccanico ed elettronico, dall’altro, nella forte diminuzione della dimensione media delle imprese in molti comparti della meccanica, del tessile e dell’alimentare 27, che passano dai 46,2 addetti per unità locale del 1971 ai 38,8 nel 1981 28 .
Questo periodo vede infatti l’affermazione sul territorio di Pomezia non solo di imprese extra-locali, ma anche della fitta e variegata rete di piccole imprese cittadine fondate da imprenditori con precedenti esperienze lavorative maturate nelle grandi aziende dell’area.
Circa la concentrazione media degli addetti impiegati nelle unità industriali esistenti in quel periodo nel territorio comunale di Pomezia, si evince che essa non era superiore alle 50 unità ; l’80% del totale delle piccole imprese del polo pometino non superava i 9 addetti ; il 14% si inseriva nella fascia compresa tra 10 e 49 addetti ; il 4,5% è compreso nella classe 50-199 ; lo 0,6% in quella 200-499, e lo 0,4% superava i 500 addetti 29 .
 
Nel corso degli anni Settanta, si assiste all’affermazione di quell’indotto di servizio , che oltre alla sempre più diffusa distribuzione sul territorio comunale di attività commerciali, si esprime nell’ubicazione delle prime agenzie di assicurazione, di noleggio di veicoli e di nuovi alberghi, sia in prossimità delle aree del capoluogo comunale destinate a concentrazioni di attività produttive, sia nella zona in straordinaria trasformazione residenziale di TorVaianica.
Come si può evidenziare, infine, dalla cartina relativa alla distribuzione geografica delle imprese industriali esistenti sul territorio di Pomezia nel 1980 ( vd. Fig. 3,2 ), secondo le fonti dell’Anagrafe Industriale del Comune , assumono rilievo, sempre nel corso di questi anni, sub-aree industriali poste immediatamente a ridosso delle vie che attraversano il territorio ; nell’area industriale di Pomezia Nord, le aziende tendono a concentrarsi nelle vie di Vaccareccia, Montedoro, Carlo Poma, e lungo il tracciato della S.S. 148 Pontina. Procedendo quindi da Ovest verso Est, si fanno più intense le concentrazioni nelle vie adiacenti alla S.P. 101, nel tratto che congiunge l’abitato di Pomezia a quello di TorVaianica ( Via Motomeccanica, Via Tito Speri, Via don Tazzoli ), e verso il quadrante orientale del territorio comunale, Via Naro, Via Campobello, Via della Maggiona 30 .
Nella parte meridionale del territorio comunale, marcate sono le concentrazioni industriali nel punto in cui la Via Laurentina incontra Via di Valle Caia, all’interno del centro di Santa Procula 31 , mentre continua ad ampliarsi l’area industriale di Santa Palomba, rientrante nel consorzio ASI Roma-Latina.
Si viene così a definire la marcata separazione tra " area destinata ad attività produttive " posizionata lungo le principali arterie stradali di attraversamento del territorio di Pomezia, e " area destinata a concentrazioni residenziali ", con andamento NE-SW, secondo le scelte di pianificazione urbanistica adottate nello stesso periodo.
 
 
 
26. Tra le aziende pometine del settore tessile che, nel corso di quegli anni, subiscono le ripercussioni dei nuovi processi di riconversione produttiva, la più importante è, senza dubbio, la Mac Queen, la fabbrica produttrice di abbigliamento per uomo, situata in Via dei Castelli Romani, che a cavallo tra gli anni ’60 e l’inizio degli anni ’70, avendo raggiunto un mercato prevalentemente nazionale, aveva assunto un ruolo " leader " nel settore tessile, tra tutte le aziende del territorio. Nel 1971, con oltre 1000 dipendenti, l’azienda è fra le prime del territorio per numero di addetti impiegati. Circa il 70% del personale è costituito da donne, e per il 40% residente a Pomezia. Il resto è costituito da pendolari residenti ad Ardea, Roma, nella zona dei Castelli Romani, Anzio, Nettuno, Aprilia ( SESSA, A., " Le rosse della Mac Queen ", in Il Pontino Nuovo, anno XIII, n. 5, marzo 1998, pag. 11 )
27. CENSIS , " Pomezia dagli anni Quaranta agli anni Novanta : da centro agricolo a città-industria ", in Tra verticalizzazione e decentramento : due diversi modelli di organizzazione produttiva del distretto di Pomezia, Roma, CENSIS, 1994, pag. 29
28. Dati desunti dall’Anagrafe Industriale del Comune di Pomezia
29. Fonte : Anagrafe Industriale del Comune di Pomezia. Dati riferiti al 1980
30. Tra le aziende ubicate in questi siti, presenti già negli anni ’70, si ricordano la Sweda elettronica, la International Paper, la Ora Acciaio, la Lavezzari Lamiere, la Stifer del gruppo "Zanussi ", tutte concentrate nella zona industriale di Pomezia Nord ; la Scialelli, la Cereria Pontificia " Di Giorgio ", la Feal Sud ( attualmente con attività cessata ), la Victor & Philip, la Radim farmaceutica, collocate tra Via del Mare, Via Motomeccanica, Via Tito Speri ( dall’Anagrafe Industriale del Comune di Pomezia )
31. Si rilevano, tra queste, la Roman Plastic, la Silcep, la Playtex Italia, quest’ultima unico opificio che ha resistito, nel corso del tempo, al forte ridimensionamento, fino alla quasi totale scomparsa da Pomezia, del settore tessile ( dall’Anagrafe Industriale del Comune di Pomezia )