L’inserimento di Pomezia nella CASMEZ. L’inizio di una nuova fase.
La posizione geografica del territorio, i provvedimenti di natura legislativa adottati per promuovere l’industrializzazione nel Mezzogiorno, sembrano coinvolgere pure il nuovo Comune pometino, e contribuiscono a modificarne in modo radicale la fisionomia primigenia. L’introduzione della "Cassa per opere straordinarie di pubblico interesse nell’Italia Meridionale " o " Cassa per il Mezzogiorno ", approvata con la legge n. 646 del 1950, rappresenta una svolta di eccezionale rilievo nel Paese, per il fatto stesso di presentarsi come ambizioso programma di intervento pubblico mai realizzato in Italia, dall’Unità fino ai nostri giorni 11 .
Il 1955 è l’anno che segna lo spartiacque nella storia dello sviluppo economico di Pomezia ; la cittadina ha una popolazione di 7304 abitanti 12 con una vocazione ancora eminentemente di carattere agricolo ; in virtù della decisione di estendere il confine della zona di interventi statali della CASMEZ fino alle porte di Roma, con il provvedimento Cervone-Villa , nel marzo 1955, il Comune pometino entra a far parte, a tutti gli effetti, della sfera territoriale di applicazione di tali benefici, i quali peraltro avrebbero comportato l’irreversibile transizione da borgo agricolo a centro industriale 13 .
Alla base dell’inserimento di Pomezia nell’area di investimento statale della CASMEZ, è, da un lato, la necessità di decentrare le industrie romane dal tessuto urbano della grande città già soffocata dallo straordinario processo di inurbamento. Si tenta in questo modo di scoraggiare non solo l’insediamento di nuove iniziative imprenditoriali, ma di dissuadere anche quelle esistenti dall’operare in una situazione sempre più in via di congestionamento. Per altro si delinea la possibilità di fornire Roma di un centro industriale contiguo.
 
L’estensione fino a Pomezia dell’area geografica inclusa nei provvedimenti di intervento pubblico è legittimata poi dalla vantaggiosa combinazione di caratteristiche economiche e territoriali favorevoli alla concentrazione di nuove strutture produttive offerte dal Comune pometino stesso :
 
- il basso costo dei terreni destinati ad impianti industriali ;
 
- la morfologia del territorio, pianeggiante, favorevole alla costruzione di ogni tipo di infrastrutture ;
 
- buona rete di comunicazioni stradali ; SS. 148 Pontina, in quegli anni ancora unica arteria obbligata di collegamento tra Roma e il Sud d’Italia, prima della realizzazione del tronco autostradale Roma-Napoli ; Via Laurentina, Via Ardeatina, SP. 101 Albano-TorVaianica, SP. 601 Ostia-Anzio, di attraversamento in senso latitudinale e trasversale di tutto il territorio comunale, ferroviarie ( linea Roma-Napoli, Roma-Aprilia-Nettuno ), portuale ( relativa vicinanza ai porti di Civitavecchia e di Anzio ) ;
 
- abbondanza di acqua nel sottosuolo ed efficiente rete di distribuzione di energia elettrica ;
 
- condizioni climatiche buone 14 ;
 
- la dilatazione della spesa pubblica, stimolante, da parte di alcune grandi imprese, il decentramento produttivo dalle aree industriali tradizionali verso l’area romana 15 .
 
 
A ciò si aggiungono fattori di carattere localizzativo, come la posizione centrale di Pomezia rispetto a un vasto bacino geografico di manodopera ( Roma, Castelli Romani, Aprilia ecc. ) e ad altre realtà infrastrutturali dell’Agro Pontino ( Consorzio ASI Roma-Latina ) ; infine, la vicinanza stessa di Roma, nella sua duplice funzione di repulsione/attrazione 16, mercato di grande consumo e serbatoio di operatori specializzati, che ora assume caratteristiche di centro direzionale e offre forti vantaggi di accessibilità 17.
Al momento della costituzione del primo stabilimento industriale sul territorio comunale di Pomezia 18, esistono solo attività di tipo artigianale o a conduzione per lo più familiare, strettamente legate alla lavorazione dei prodotti della terra, con un ristretto numero di addetti locali impegnati in attività meccaniche di fabbricazione e riparazione di utensili di uso agricolo, mentre inizia a fare capolino l’attività edilizia. Questa costituisce la premessa dell’imminente fase di espansione urbanistica che il Comune conoscerà a cavallo tra la fine degli anni ’50 e l’inizio degli anni ’60, con i primi insediamenti industriali. Il progressivo abbandono dell’agricoltura a vantaggio dell’industria determina una graduale polverizzazione delle aziende agricole, in gran parte assorbite, nella loro perimetrazione poderale, da insediamenti di opifici.
Con l’inserimento nel 1959 del territorio di Pomezia, assieme agli tre Comuni della fascia sud-occidentale dell’Agro romano ( Ardea, Anzio, Nettuno ) nel Piano Intercomunale che li aggregava a Roma in funzione dell’intenso sviluppo raggiunto dalle attività agricole e industriali in quegli anni 19 , e l’impulso dato al processo di industrializzazione della " legge Colombo " che perfeziona ed estende gli incentivi economici e finanziari 20 , aumentano così notevolmente per le imprese le possibilità di investire su quest’area di " frontiera economica " del Mezzogiorno d’Italia. Notevoli infatti sono i vantaggi localizzativi e i bassi costi di gestione, da rendere Pomezia trampolino di lancio per realizzare nuove e migliori forme di sviluppo e di competitività sul mercato nazionale ed internazionale.
 
11. CENSIS - Unioncamere , " L’identità di un’area industriale di seconda generazione : Pomezia ", in Rapporto 1984 sullo stato delle economie locali, Milano, ed. Franco Angeli, 1984
12. dato concesso dall’Ufficio Anagrafico del Comune di Pomezia
13. dal Fondo storico del Comune di Pomezia
14. Camera di Commercio di Roma , " La struttura industriale della Piana Pontina ", in Quaderni di Roma economica, Roma, C.C.I.A.A., 1967, pp. 3-57
15. Centro studi e ricerche economico-sociali del Lazio, Vent’anni di sviluppo industriale nel Lazio ( 1951-1971 ), Roma, C.C.I.A.A., 1973, pag.6
16. La funzione di repulsione esercitata da Roma è spiegabile per l’assenza di fattori agglomerativi necessari a un consolidato apparato industriale e di un efficiente sistema organizzato di servizi pubblici e generali indispensabili per mantenere le produzioni entro in limite di competitività con quelle delle aree più industrializzate del Nord d’Italia ( Unione Industriali del Lazio , Problemi dello sviluppo industriale di Roma, dicembre 1964, pag. 125 )
17. CRISTALDI, F., Per una delimitazione delle aree metropolitane. Il caso di Roma., Milano, ed. Franco Angeli, 1996, pag. 109
18. Si tratta della fabbrica " Societè Des Grandes Marques ", produttrice di cosmetici e di una lozione dopobarba, ubicata, nel 1955, sulla Via dei Castelli Romani, presso il quadrivio d’ingresso al centro urbano di Pomezia, pressochè unica fonte economica di manodopera lavorativa nel settore secondario per quasi tutta la seconda metà degli anni ’50 ( dal Fondo storico del Comune di Pomezia)
19. CRISTALDI, F., op. cit., Milano, ed. Franco Angeli, 1996, pag. 108
20. MORI, A., " IL limite della zona d’intervento della Cassa per il Mezzogiorno come fattore d’attrazione e localizzazione industriale ", in Rivista Geografica Italiana, Vol. LXXII, Firenze, 1965, pag. 25