La flora e la fauna.
La costituzione geologica del territorio di Pomezia, di origine plio-pleistocenica quaternaria, rende assai modesta la presenza di piante endemiche.
L’opera di bonifica, prima, la selvaggia azione di estirpazione pressochè completa della vegetazione spontanea, sostituita da colture artificiali o dalla soffocante urbanizzazione civile e industriale, dopo, hanno determinato la scomparsa dei vasti campi aperti, soprattutto acquitrinosi, che caratterizzavano un tempo gran parte di questo territorio.
A ridosso delle aree sabbiose del litorale, habitat di erbacee adatte al suolo ricco di elementi salini, e delle dune che si succedono in più cordoni lungo la costa, regno delle graminacee con foglie arrotolate, spinose ( sparto pungente, ammofila, medica marina, ecc.), si estende, laddove non raggiunta dal cemento o dall’asfalto, una macchia mediterranea sempreverde, dominata da bassi arbusti, come mirto, olivella, cisto, lentisco, erica, smilace, linterno e ginepro coccolone. Tra gli arbusti di macchia mediterranea di maggiore statura, assai diffuso risulta essere il corbezzolo, mentre tra le specie arboree della fascia costiera sono da segnalare il pino domestico e le superbe fustaie di farnio e farnetto ( diffuse soprattutto nel tratto costiero tra Castelporziano e Ostia ) 30 .
In prossimità degli acquitrini e stagni superstiti, compaiono invece giunchi, canne, carici, salicorni, ranuncoli.
Il cerro sembra costituire la specie vegetale prevalente dell’entroterra comunale e di tutta la campagna ondulata attorno a Roma e delle colline pedemontane, da tempo impoverite dagli effetti della forte antropizzazione. Questa porzione di territorio attesta inoltre la presenza delle latifoglie caducifoglie termofile, dove alla quercia si associano l’orniello, l’acero campestre e altre specie balcanico-orientali 31 .
Una interessante sughereta è segnalata a ridosso della parte meridionale del centro abitato di Pomezia ; piuttosto frequenti, lungo i fossi e i corsi d’acqua che attraversano perpendicolarmente il territorio comunale, i boschi igrofili con ontani, frangole, frassino meridionale ed altre specie vegetali spontanee.
Anche il patrimonio faunistico appare fortemente ridimensionato dai processi di trasformazione urbanistica del territorio, così come dall’inquinamento e dall’eccessiva pressione venatoria.
Nelle aree territoriali occupate dalla macchia mediterranea e nelle boscaglie attorno a Pratica di Mare, si incontrano ancora cinghiali e volpi. Assai rari gli uccelli predatori diurni ; l’avifauna locale è costituita prevalentemente da uccelli di passo ( tordi, capinere, beccacce, quaglie, palombacci ) e da predatori notturni di piccola stazza . La gamma dei rettili è rappresentata sia dalle specie più comuni, come l’orbettino, che si trova in alcune stagioni nei campi presso il mare, oppure il ramarro e la lucertola, sia da altre meno diffuse, come la tarantola. Tra i rettili maggiori, sono da menzionare il saettone, innocuo, ma caratteristico per la sua lunghezza, nonchè la vipera, presente nelle zone aride e sassose della macchia mediterranea.
In via di estinzione, sulla fascia costiera del territorio comunale, l’erpetofauna, che vede nella testuggine palustre, e in anfibi come la salamandra, l’ululone dal ventre giallo ed il tritone crestato, le specie più seriamente minacciate dal prosciugamento delle zone umide e dall’inquinamento dei fossi d’acqua 32 .
Gli insetti sono rappresentati da un infinito numero di mosche, farfalle, api, vespe, formiche, lumache e maggiolini.
 
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30. Provincia di Roma , op. cit., Roma, Assessorato all’Ambiente, ( a cura di ), 1995, pp. 49-56.
31. Provincia di Roma , op. cit., Roma, Assessorato all’Ambiente, ( a cura di ), 1995, pag. 50.
32. Provincia di Roma , op. cit., Roma, Assessorato all’Ambiente, ( a cura di ), 1995, pag. 52.