L’Accademico FERRUCCIO FERRAZZI, nominato nel 1929 docente di decorazione all’Accademia di Belle Arti di Roma fu contattato nell’ottobre del 1938 dall’Arch. Concezio Petrucci per l’esecuzione di un affresco nella sala del Consiglio della costruenda città di Pomezia.

L’esecuzione dell’opera subì molti rallentamenti, sia per gli impegni dell’Artista nella realizzazione di opere per l’E '42 sia per difficoltà incontrate nella realizzazione dell’intonaco.

L’encausto è una tecnica dove "il tutto veniva fuso con la cera a fuoco, che faceva sudare la pittura dell'umidità sottostante, e vi penetrava tra l’imprimitura grassa e lievitata, con gli strati degli intonaci molto spessi da consentire una costante compattezza umida per molto tempo" cosi spiega l’Artista in uno dei suoi diari.

Ma per il giorno dell’inaugurazione l’opera era pressoché terminata, e venne definitivamente consegnata il 12 novembre del 1941. Così l’encausto che l’autore intitolò "Il trionfo della terra" adornò per qualche anno la sala delle adunanze finché la guerra privò Pomezia della sua Torre, che venne minata e fatta saltare dalle truppe Tedesche in ritirata nel 1943.

Lo scoppio naturalmente danneggiò anche il tetto della casa Comunale, e l’affresco subì dei danneggiamenti che l’autore, nei primi mesi del 1947, si offrì di restaurare gratuitamente.

Nel frattempo il Genio Civile intervenne nel restauro dei danni causati dalla guerra e poco tempo dopo il Geom. Giorgi informava il responsabile del Genio e il pittore Ferrazzi, che l’encausto - sebbene risultasse pochissimo danneggiato - è stato recentemente distrutto dall’Impresa che ha provveduto alla riparazione del fabbricato, col pretesto che fosse necessario demolire completamente il sottostante intonaco e rifarlo ex-novo.