UN GIORNO INDIMENTICABILE
Ricerche storiche di Mario Bianchi
1588 - 8 maggio - domenica.
I pirati erano padroni del Tirreno, e fra questi Assan Agà, che si distingueva per la sua audacia. Venuto a conoscenza che Papa Sisto V nell'aprile aveva varato presso i navalia di Roma il S. Bonaventura(1), capitana della flotta istituita per difendere il litorale romano, decise di compiere una scorreria lungo le coste. Voleva, con tale impresa, mantenere un clima di terrore e reprimere gli entusiasmi delle popolazioni per la costituzione della flotta pontificia, prima che Orazio Lercari, luogotenente generale della squadra Pontificia, fosse pronto a prendere il mare.
Nella notte tra l'8 e il 9 maggio, Assan Agà, con sette fuste algerine, approdava nottetempo presso Patrica e, spintosi nell'interno con 200 pirati, entrava nel borgo saccheggiandolo e catturando 103 persone (39 uomini e 29 donne residenti a Pratica e 35 lavoratori stagionali) dicendo loro, beffeggiandoli, che li avrebbe condotti su per il Tevere, alle vigne di Roma! Con le " vigne di Roma " i pirati alludevano alla Vigna di Papa Giulio (III) una tenuta con villa che il Papa raggiungeva in barca da castel S. Angelo fino a fuori porta Flaminia (2) .
Così viene riportato l'episodio del rapimento nel manoscritto del Codice Urbinate Vaticano 1056 dell'11 maggio 1588:Il Pontefice con rabbia incredibile intese ......., che sette fuste de corsari habbiano preso a Prattica Dom ca notte 150 anime, luogo distance dalla marina due miglia in q.ta spiaggia Romana di una di q.te S.re de Massimi con notabile buttino di robbe, et alla fiumara poco distante fatta altra preda d'anime et di barche, et robbe con prone di bandiera di riscatto, dimandando anco minutam de della galera cap.na del Papa quando sia per uscire facendoni q.ti inquieti gran disegno et fondamento.
Il Guglielmotti (3) , riprendendo la notizia dal Codice Urbinate, così commenta (accusando quanti acclamano la bravura militare dei Turchi):.....e con gran silenzio entrò nel paese. Trucidò i pochi levatisi in piè per contrastargli, saccheggiò le case, fece brutture nella chiesa, e si portò via tra maschi e femmine cencinquanta persone. Le lacrime di questi infelici devono prima contare, se è possibile, i moderni tollerantisti turcofili: prima devono porre le loro donne, gl'innocenti bambini, i congiunti, gli amici, e se stessi alla sentina, alla catena, al vilipendio, allo strazio, agli ergastoli di Barberia, tra gente che fa professione di violenza, di usurpazione, di poligamia, di schiavitù, di fatalismo, e di cento altre costumanze barbariche; e poi hanno a provarsi, se sanno, nei panegirici sulla bravura militare e marinaresca degli oppressori. Faccia altra sofistica pompa di scettica imparzialità: ma non l'aspetti mai da me.
Un commissario dell'Arciconfraternita del Gonfalone (4) si recava a Pratica e compilava l'elenco delle persone catturate :
Nomi et Cognomi delle persone prese da Turchi alli 9 di Maggio 1588 nel Castello di Pratica (4)

Nel frattempo dalla Tor Vaianica, che non era riuscita a bloccare lo sbarco, partì il sistema di segnalazione esistente lungo la costa, facendo pervenire al Lercari, che stazionava a Civitavecchia, la notizia dell'avvenuto sbarco dei pirati. Con le poche navi già allestite Lercari prese subito il mare per contrastare la flottiglia pirata. Ma un vento contrario e la distanza non gli permise di raggiungere in tempo le navi nemiche, e solo una goletta, più lenta delle altre navi, fu catturata dalle navi pontificie con tutto l'equipaggio. Assan Agà con il bottino e gli abitanti di Pratica si sottraeva all'inseguimento raggiungendo le isole Eolie.

Solo il 2 ottobre del 1624 ( 36 anni dopo ) la flotta del pirata venne intercettata presso l'isola di S. Pietro in Sardegna e in parte venne catturata, in parte affondata, vendicando in tal modo la gente di Pratica, anche se non fu possibile la cattura del pirata Assan che riuscì con uno stratagemma a dileguarsi (5) .
Dopo questo grave fatto di pirateria, venne finalmente portata a termine la Tor Paterno, la cui ricostruzione era stata già programmata nel 1567 con la bolla di Pio V, con lo scopo di avere una vedetta avanzata per i centri di Pratica e di Castel Porziano; solo successivamente, dopo il 1623, fu dotata di artiglieria.
Degli abitanti di Pratica non si ha notizia, e dagli elenchi degli schiavi riscattati ( che fino ad oggi abbiamo rintracciato presso gli archivi) non appare nessun nome fra quelli sopraindicati.
- 1 S. Bonaventura una galera del tipo " bastardella" capitana della flotta Pontificia 2 Ancor oggi a Roma esiste il detto " La vigna di Papa Giulio " per indicare un periodo felice, di cuccagna ( Gaetano Hardouin di Belmonte - Un fulmine in piazza S. Pietro - 1977 - pag. 56) 3 P. Alberto Guglielmotti - Storia della marina Pontificia - 1887 - Vol. V / pp.4604 LArciconfraternita del Gonfalone aveva come primaria istituzione il riscatto dei Cristiani dalla schiavitù dei pirati Algerini e Saraceni . Largomento viene approfondito nel volumetto " Le Confraternite" di questa stessa collana.5 Archivio dell'Arciconfraternita del Gonfalone Tomo H fasc. 44 presso Arch. Segr. Vaticano 6 Questo fatto viene riportato in modo più ampio nel capitolo " Navi e Pirati" di questa stessa collana.
(Ricerche storiche di Mario Bianchi)