Giovanni Battista Trovalusci
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Il profilo di questo sacerdote venne fatta da Ugo Onorati, marito di una nipote del Trovalusci, e pubblicata sul n. 2 del luglio 1984 di Pomezia Informa.
Trovalusci è stato l’autore della prima pubblicazione dedicata a Lavinium, data alle stampe nel 1928, due anni dopo la morte di Camillo Borghese, a cui dedicò la pubblicazione stessa.
L’autore di Lavinium - Pratica di Mare nacque a Marino, nei Castelli Romani, il giorno 11 luglio 1879 da Domenico Trovalusci e da Emilia De Santis.
La casa dei genitori era posta in via S. Lucia, una delle strade principali dell’antico borgo medievale.
Dopo cinque giorni dalla nascita fu battezzato nella basilica collegiata di S. Barnaba e gli furono dati i nomi di Giovanni Battista, Nicola, Gaetano.
Dopo aver compiuto gli studi elementari nella città natale, vinse una borsa di studio offerta dal Municipio di Marino; grazie a questa entrò giovanissimo nel seminario di Albano, compiendo così studi classici, pur nell’ambito dell’indirizzo ecclesiastico.
Non aveva ancora dieci anni che perdette la mamma. Il padre, continuò a mantenerlo agli studi con il provento di alcune sue vigne in Marino.
Divenuto sarcedote nel 1902, fu inviato due anni dopo dal suo Vescovo, il Cardinale Agliardi, in qualità di arciprete a guidare la parrocchia di Pratica di Mare, a quel tempo flagellata dal fenomeno della malaria e priva di comunicazioni.
Quì egli vi restò per 22 anni, assistito dai famigliari Augusto e Clementina.
 
Nel novembre del 1925 fece ritorno a Marino, dopo aver contratto quella perniciosa malattia che aveva già colpito la nipotina, sepolta nel cimitero di Pratica. Nel dicembre dello stesso anno divenne Canonico della basilica di S.Barnaba e Vicario Foraneo di Marino, affiancando la sua opera a quella dell’Abate parroco Mons. Guglielmo Grassi. Infine, il 19 agosto del 1934, fu chiamato a svolgere l’importante e delicata mansione di Vicario generale della Diocesi di Albano.
Durante la guerra si trovò coinvolto nel sanguinoso bombardamento dell’Istituto delle Piccole Suore dei Poveri ( 17 febbraio 1944 ) in cui perirono moltissimi civili ivi rifugiatisi e, tra gli altri, alcuni suoi famigliari. Dopo l’immane conflitto si prodigò per ricostruire e riorganizzare la vasta Diocesi di Albano, nel cui territorio era avvenuto lo sbarco di Anzio e innumerevoli distruzioni.
Continuò a svolgere la sua attività pastorale e di uomo di studio fino al giorno della sua dipartita, avvenuta il 17 ottobre 1961.
Le sue spoglie riposano nella cripta della basilica di Marino.
Mons. Giovanni Battista Trovalusci fu un uomo eccezionale sotto molti aspetti: lo caratterizzavano una forte volontà e una grande pietà. Fu, altresì, una persona di cultura e di vasti interessi.
Mentre era parroco di Pratica di Mare, durante le ore libere dal suo ministero, si avventurava nella campagna di questa zona dedicandosi con viva passione agli amati studi archeologici. Egli cercava così nel terreno quei reperti di età preromana, che testimoniassero dell’antica Lavinium, già favoleggiata dal mito e dal racconto di Virgilio.
Egli aveva grandemente a cuore il decoro delle chiese affidategli e tuttavia possedeva anche un fine gusto artistico. Così per esempio, si dedicava alla fotografia artistica o al lavoro di mosaico. Suo fu il Tabernacolo della chiesa di S. Pietro in Pratica, andato perso durante le distruzioni dell’ultima guerra.
Fu un sensibile studioso di storia dell’arte ed un attento cultore delle tradizioni locali. A lui spesso si rivolsero per la ricostruzione di monumenti storici e artistici per la decorazione o la pittura delle chiese della Diocesi, nella specifica veste di consulente o di ispettore della Sovrintendenza delle Belle Arti. A lui si deve il ripristino della chiesa della Rotonda di Albano e l’abbellimento della basilica di Marino.
Significativa rimane per Pratica di Mare, la sua opera Lavinium- Pratica di Mare, che offrì alla memoria del Principe Borghese con la seguente dedica:
 
IN MEMORIA
DI S. E. DON CAMILLO BORGHESE
PRINCIPE DEL VIVARO
CHE CON SINGOLARE SOLLECITUDINE
CURO’ LA SUA TERRA DI PRATICA
PERCHE’ AD ALTRE NON RIMANESSE SECONDA
NELLO SVILUPPO AGRICOLO
E FRA TUTTE PRIMEGGIASSE
NEL BENESSERE SOCIALE
  
Sarebbe oltremodo significativo poter erigere una statua nel giardino antistante la chiesa di Pratica a memoria del suo operato.