Pietro Bassanetti nasce a Prealboino (Brescia) il 15/11/1924, trascorre la sua infanzia in Francia, rientra in Italia a Pomezia nel 1939, figlio di pionieri ha potuto ricevere ispirazione intrepidezza e forza di volontà - questa davvero eccezionale!  - dall'esempio della famiglia e di tutta la gagliarda e coraggiosa gente della bonifica. 
Protagonista prestigioso in quella scuola di vita che è, anche se spesso amara e spietata, la militanza politica. 
Chi mai potrà dimenticare i suoi appassionati interventi, a volte esplodenti come colpi di tuono, nel chiuso dei consigli comunali o nel clima comiziale delle piazze? Cose di un tempo anch'esso finito, irripetibili. Allora la gente lo ascoltava come incantata e soggiogata, esaltata e ritemprata. 
Pietro Bassanetti fu eletto consigliere comunale al suo primo esporsi in competizione politica all'età di 28 anni non ancora compiuti, un mese dopo entrava in giunta come assessore. Era il giugno del 1952. Rieletto consigliere anche in successive tornate con una messa di voti da primato assoluto, ha varie volte riottenuto la carica di assessore e di vicesindaco, fino a raggiungere quella di primo cittadino. Una carica che ha retto con la dedizione più completa e con riconosciuta specchiata onestà. La prima volta fu dal gennaio 1965 alla fine dì novembre 1966, una seconda dall'ottobre del 1979 al dicembre del 1981. E' stato anche vice-presidente del Consorzio Agrario provinciale, nonché presidente di varie associazioni culturali e di categoria, come riconoscimento al suo impegno in difesa degli interessi della cultura, dell'arte e del mondo del lavoro. 
Attratto, pertanto, da un così ampio ventaglio di problemi, a Pietro Bassanetti non poteva certo sfuggire il fascino del giornalismo. Chi gli ha già attribuito il titolo di pioniere del giornalismo pometino ha detto cosa giusta. Basti considerare che la prima pur modestissima pubblicazione periodica comparsa in città fu quella dell'Unione Sportiva Pomezia. Di quella pubblicazione Pietro Bassanetti, allora presidente della società stessa, fu il volitivo ispiratore e compilatore. Ciò accadeva tra il 1958 e il 1959. Nel 1968, cominciò a pubblicarsi il primo vero periodico locale, "Il Radar di Pomezia" ideato dal parroco Padre Davide Agostini e diretto dal prof. Eugenio Tiberi, Pietro Bassanetti fu tra i suoi primi validissimi collaboratori. Seguì il periodico "Pomezia Oggi" che prospe fino al 1970, quando nacque il quindicinale "La Città". Da ricordare anche l'invenzione di Pietro Bassanetti, appena tornato sindaco nel 1980, ovvero quel "Pomezia Diario" concepito come bollettino di bell'aspetto dell'amministrazione comunale. Nel 1989 sorse il periodico "La Città", con la testata definitiva di "La Città ieri e oggi" che più era piaciuta allo stesso Bassanetti. Con questa pubblicazione, della quale è andato via via assumendo la funzione di reggitore e galvanizzatore, Bassanetti ha avuto nuovamente a disposizione lo strumento più congeniale per dispiegare tutta la vena di scrittore fecondo, di giornalista dalla penna facile e scorrevole. Ogni parola al posto giusto velocemente, senza apparente fatica. In media, le pagine del giornale sono state occupate almeno per metà dalle sue rubriche, dalle sue cronache. Ma come non ricordare, infine, gli anni in cui il suo acuto spirito d'osservazione, le sue circostanziate descrizioni e anche le severe paternali entravano nelle case, negli uffici, nei negozi e nelle fabbriche sulle onde di Teleradio Pomezia prima e Radio Juke-box poi? Garbato in ogni circostanza, con tutti sereno e massimamente rispettoso, Pietro Bassanetti è stato, credo, la coscienza inquieta e lungimirante del costume politico e dei fenomeni sociali; la spina nel fianco del conformismo, della pigrizia mentale e dell'opportunismo disgregatore. Ci sarebbe, e ci sarà ancora molto da dire su una personalità tanto importante e complessa, molti lati e le sfumature da riscoprire e mettere nella giusta luce. Io stesso, per esempio, mi chiedo (afferma il giornalista) perché un protagonista così dotato d'intelligenza, cultura ed esperienza non disgiunte da una sana dose di umana ambizione, abbia praticamente limitato, racchiuso, incapsulato le sue potenzialità nell'ambito esclusivo di Pomezia. Nel tentativo di darci una risposta coerente, bisognerebbe forse riferirsi al suo viscerale attaccamento a Pomezia, che pure non era la città natale. Di essa ha visto fin dall'inizio il travolgente sviluppo, e vi ha personalmente contribuito con quella carica d'entusiasmo che non gli è mai venuta meno. Alla sua trasformazione da un piccolo comune agricolo in un grosso centro industriale, Bassanetti ha dato tanto, profondendo cure amministrative ispirate, basti ricordare:
*  Il suo impegno a favore dell'allargamento della Cassa per il Mezzogiorno al Comune di Pomezia, che portò allo sviluppo industriale di tale territorio.
*  La tempestività con cui il Comune di Pomezia (1980) presentò, sotto la sua guida, la richiesta alla Regione Lazio (successivamente accettata) del finanziamento per la costruzione dei depuratori a Torvaianica, che determinò la salvaguardia dell'ecosistema del litorale pometino.

( Articolo di Sergio Ercoli in occasione della morte di P.Bassanetti  - " Pomezia ha salutato per sempre Pietro Bassanetti")