LE MURA
La cinta continua di mura in opera quadrata di cappellaccio grigio (tufo tenero facilmente cavabile e lavorabile), che sostituisce le parziali fortificazioni più antiche, viene eretta intorno alla metà del VI sec. a.C.
Come in molte città del Lazio e dell'Etruria, le mura sono costruite addossandosi al margine del rilievo che nei punti meno difesi naturalmente, viene artificialmente rialzato anche con riporti di terra; questo tipo di struttura può essere definito con il termine di mura ad aggere. La parte in elevato sopra la quota del ciglio della collina era probabilmente sempre in opera quadrata, ma non possiamo escludere l'uso di elementi lignei (palizzate etc).
Il percorso delle mura di Lavinium è stato identificato con certezza sulla base delle tracce visibili nelle fotografie aeree e di saggi, anche di limitate dimensioni, che sono stati effettuati in corrispondenza della traccia.
Nel 1969 e 1970 è stato scavato integralmente un piccolo settore nella zona SE della città, in tale occasione è stata riportata alla luce la porta (porta SE) e parte della strada che usciva dalla città e conduceva ad Ardea. Altro dato importante emerso dagli scavi la presenza di una fortificazione più antica, databile ad epoca anteriore alla fine del VII sec., in scheggioni di cappellaccio, inglobata nelle mura più recenti.
La sua esistenza non deve stupire considerando che già nell'VIII sec., come si è detto, il pianoro era intensamente abitato ( Fig. 7).

Da ricordare che la costruzione delle mura di Lavinio è rappresentata nel fregio della Basilica Emilia nel Foro Romano. Come in molti altri casi i risultati degli scavi a Pratica di Mare hanno fornito elementi illuminanti per Roma, che Lavinio fosse dotata alla metà del VI sec. di una poderosa fortificazione costituisce, infatti, una prova indiretta della veridicità della tradizione che attribuisce a Servio Tullio la costruzione della prima cinta di mura di Roma: gli imponenti resti ancora oggi visibili, (ad es. il tratto presso la stazione Termini), risalgono al IV sec., dopo l'incendio gallico.
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