SANTUARIO ORIENTALE, o di MINERVA
Gli scavi (1960, 1977-79, 1982) non hanno ancora portato alla luce le strutture del santuario che doveva sorgere sull'altura prospiciente ad Est la città, né l'edificio di culto.
I mezzi finanziari disponibili non consentono di affrontare l'esplorazione sistematica dell'altura resa difficoltosa dalle distruzioni operate dallo scasso profondo del 1960.
Individuato e completamente scavato il deposito votivo che presenta due fasi: una della prima metà del VI sec.; costituito da vasi di bucchero e da ceramica di imitazione corinzia, la seconda della seconda metà del VI sec. alla prima metà del III, ha restituito, oltre a ceramica di vario tipo, un altissimo numero di statue di terracotta, molte a grandezza naturale (Figg.19, 20).

Fig. 19
Fig. 20
Si tratta di una delle scoperte più importanti degli ultimi anni: le oltre cento statue (prodotte localmente a stampo), moltissime già ricomposte, altre in fase di ricomposizione (i frammenti sono nell'ordine delle migliaia) coprono un arco cronologico molto vasto, dagli inizi del V sec. alla metà del III e consentono di elaborare una cronologia relativa interna più affidabile dei soli confronti stilistici.
Il panorama è molto vasto e numerosi i temi di studio che vanno dal campo storico artistico a quello del costume (abbigliamento, gioielli)ad indagini di ordine sociologico ed economico. La presenza di statue di Minerva - la più famosa alta poco più di due metri (Fig.21)-
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diverse per epoca e dimensioni ed una iscrizione di dedica alla dea provano senza ombra di dubbio che il deposito votivo era relativo al culto di Minerva, ne risulta confermata la tradizione letteraria (Strabone) del culto di Athena Iliàs (Athena di Ilio-Troia) a Lavinio e pone in discussione l'origine etrusca del culto di Minerva nella triade capitolina.
La Minerva di Lavinio è divinità guerriera, ma anche, come risulta dalle offerte (statuine di madri che allattano, riproduzioni di bambini in fasce, di uteri e mammelle), protettrice delle nascite e del matrimonio.
Le statue di offerenti rappresentano nella stragrande maggioranza fanciulle che offrono melagrane, colombe, o giochi infantili (palle), appare assai probabile che l'offerta della statua nel santuario avvenisse nel momento del passaggio all'età adulta in connessione con riti di passaggio.
Maria Fenelli